GIOCA CON NOI, ma fate presto perchè martedì 14 scade!

GIOCA CON NOI, ma fate presto perchè martedì 14 scade!

GIOCATE con la FORTITUDO, ma fate presto perchè martedì 14 cominciano i quarti della Champions e non saranno più ammesse le giocate. Per farlo leggete bene il regolamento sottostante ed inviate il modulo allegato compilato in ogni sua parte a fortitudo97@gmail.com o rivolgetevi direttamente il responsabile Giuseppe Boni gboni@football.it.

Regolamento: Ogni puntata vale 10€; I giocatori possono fare quante puntate desiderano e dovranno indovinare il maggior numero di pronostici relativi alla champions league in corso; la scadenza delle scommesse viene fissata al 14 Febbraio 2017; il montepremi verrà costantemente aggiornato sul sito della Fortitudo e le scommesse effettuate saranno visualizzabili e scaricabili in qualsiasi momento (pagina download); il 20% del montepremi andrà a sostegno della Fortitudo; l’80% del montepremi verrà suddiviso tra i primi tre classificati (40% al primo, 25% al secondo e 15% al terzo); in caso di parità di punteggio si sommeranno le percentuali appena descritte ed il totale verrà suddiviso tra tutti quanti si saranno classificati ex-equo.

Al punteggio guadagnato indovinando le 8 squadre passanti il turno degli ottavi (8 pt max) andranno aggiunti anche i punti per coloro che indovineranno le quattro semifinaliste (2pt cadauna) ed altri 4 punti potranno essere guadagnati indovinando la squadra vincente; ulteriori 5 punti vengono assegnati al giocatore che segnerà la prima rete nella finalissima anche se ai calci di rigore. Nel caso in cui un concorrente riuscisse a totalizzare 25 pt (il max possibile) la Fortitudo destinerebbe un 10% della sua quota in favore del super-vincitore.

Le quote (10€) e le scelte operate andranno recapitate al responsabile e referente del concorso: Giuseppe Boni (direttamente o x email gboni@football.it). Il 3/6/2017, giorno della finale, ci ritroveremo presso l’impianto sportivo di San Zeno x vedere la partita e mangiare qualcosa tutti insieme ma è necessario confermare la partecipazione entro il 30 Maggio 2017.

 

Caliari sempre in campo: «Una responsabilità e un premio alla costanza. Alla Fortitudo do un 6,5»

Caliari sempre in campo: «Una responsabilità e un premio alla costanza. Alla Fortitudo do un 6,5»

In campo lei c’è sempre. Mai sostituita, mai subentrata. Costantemente in azione, dal primo all’ultimo giro di orologio. Giulia Caliari ha disputato tutti i 1.321 minuti giocati dalla Fortitudo Mozzecane in campionato, dimostrandosi una vera stacanovista. Oltre a confermare di essere, da quattordici anni, una delle colonne della difesa gialloblù, dalle giovanili alla formazione di punta in serie B. «Sono molto onorata di venire schierata e impiegata da mister Fabiana Comin, che ringrazio, con questa regolarità: ho sempre e solo vestito la maglia della Fortitudo e considero tale opportunità un premio alla mia costanza e ai miei sacrifici. Frequento la facoltà di Ingegneria dell’Energia a Padova e tre-quattro volte alla settimana faccio avanti-indietro con il treno per allenamenti e partite, togliendo tempo allo studio, pertanto sono contenta che l’impegno e la passione siano ripagati».

«SEMPRE IN CAMPO? UNA RESPONSABILITÀ». Una precisazione è d’obbligo: il centrale gialloblù condivide il record insieme alla collega di difesa Francesca Salaorni. Le due sono appunto le uniche atlete della rosa ad aver disputato la totalità dei minuti dopo quattordici gare. «È una grande responsabilità ma la accetto volentieri. Anzi, è un compito che di cui mi faccio carico volentieri – spiega Giulia -. Ho solamente 21 anni, è vero, però militando in prima squadra da diverse stagioni ho già accumulato un piccolo bagaglio di esperienza. Stare in campo con costanza vuol dire acquisire sempre più consapevolezza e, nel contempo, mettere a disposizione la maturità che hai incamerato». Giocare così tanto, per Caliari non è una novità. Anche nel campionato 2013/14, infatti, il difensore gialloblù aveva disputato per intero il girone di andata e, se si considerano gli ultimi 36 match (ossia il torneo 2015/16 più le quattordici sfide del 2016/17), in ben 34 occasioni Giulia è stata utilizzata dall’inizio alla fine. «Mi fa piacere essere titolare e un punto fermo: gli allenatori che si sono succeduti negli anni hanno avuto fiducia in me e li ringrazio – confida lei -. Se sento il peso di venire impiegata per tutti i minuti? A livello fisico no: non è pesante stare sempre sul terreno di gioco. Dal punto di vista mentale, invece, devi mantenere alta la concentrazione e avere continuità nelle prestazioni».

«SALAORNI MI DÀ SICUREZZA». In difesa, Caliari e Salaorni fanno gli straordinari. Si conoscono da una vita le due centrali, «siamo cresciute insieme nella Fortitudo, partendo dalla categoria pulcine e arrivando, chi prima, chi dopo, tra le più grandi». Giulia, l’assist alla collega di reparto, lo serve con il sorriso: «Con lei mi trovo davvero bene: Francesca si carica il gruppo sulle spalle, mi dà tanta sicurezza ed è la compagna della retroguardia, senza nulla togliere alle altre, con cui c’è un’intesa migliore».

IERI TERZINO, OGGI CENTRALE. Terzino per anni, centrale da poco più di dodici mesi. La carriera di Caliari è cambiata nella passata stagione, tra novembre e dicembre del 2015. «Mister Lucio Manganotti decise di provarmi in mezzo alla difesa e da lì non mi sono più spostata – racconta Giulia -. Il centrale ha un compito maggiormente delicato e ho dovuto lavorare abbastanza per capire i tempi e i meccanismi giusti, dalle marcature al fuorigioco: so di avere ancora molto da imparare ma ormai penso di aver acquisito l’identità del centrale e assimilato i movimenti più importanti. Giocare in una posizione differente, lo confesso, mi ha responsabilizzato parecchio». Nell’animo, però, lei si sente sempre un esterno. «Il terzino è il mio ruolo preferito e spero, un giorno, di tornare a farlo con continuità: sulla fascia hai la possibilità di correre e spingere, difatti spesso mi viene spontaneo anticipare l’avversaria e far ripartire l’azione. A volte vorrei pure salire ma so che il tecnico ha bisogno di me come centrale e quindi mi adeguo».

SÜDTIROL, RITORNO IN FASCIA. A dire il vero, in questo campionato un piccolo ritorno al passato è avvenuto. Precisamente nell’ultimo quarto d’ora, in casa, contro il Südtirol Damen. «Ero felicissima di giocare di nuovo da esterno basso e, seppur per un breve lasso di tempo, ho riprovato vecchie sensazioni: mi manca un sacco fare il terzino, perché terminare le partite con le ginocchia sbucciate e stanca morta mi rendeva soddisfatta appieno». Tra l’altro, per poco Giulia non segnava. «Contro il Südtirol Damen ho avuto due ottime chance però non sono riuscita a sfruttarle. Peccato, realizzare almeno un gol sarebbe stato fantastico». In carriera, lo specifichiamo, Caliari è andata in gol in un’unica circostanza, nel 2013/14 in trasferta contro il Tradate Abbiate. «Il ruolo del difensore non permette di avere molte opportunità: di solito ho un’occasione a campionato, tant’è che me le ricordo tutte (sorride, ndr), ma forse mi manca pure il fiuto giusto. In ogni caso, nonostante una rete rappresenti una gioia personale, va bene così: abbiamo già chi deve pensare a segnare».

DA AZALEE AD AZALEE: «SONO CRESCIUTA». Dall’Azalee all’Azalee. Un girone intero è trascorso. E il centrale gialloblù traccia il bilancio personale: «Sono cresciuta e ho imparato a non commettere più certi errori che nella prima parte di campionato ho pagato a caro prezzo – commenta -. Sono soddisfatta di come mi sono comportata nel girone di andata ma sono consapevole di poter maturare ancora: la velocità è il mio pezzo forte, tenere la marcatura nell’uno contro uno rappresenta invece un aspetto da migliorare. Comin e la fase difensiva? Il tecnico cura parecchio la tattica in ogni reparto: l’allenamento più importante per la retroguardia è quello del venerdì in cui lavoriamo su schemi e movimenti. Impegnarsi durante la settimana è indispensabile e io cerco di dare sempre il massimo».

AZALEE, «LA MIA BESTIA NERA». Quando Giulia incrocia l’Azalee non è fortunata. «È la mia bestia nera: contro di loro incontro spesso un po’ di difficoltà – riconosce Caliari -. Nel match d’andata (4-4, ndr) ho disputato la prestazione peggiore del campionato, commettendo più di un errore. Il motivo? Non lo so. Credo che sia stata proprio una giornata no, in cui tutto mi è girato storto; domenica scorsa (2-2, ndr), al contrario, ho fatto una buona partita dimostrando maggiore sicurezza rispetto alla gara inaugurale: l’unico neo è il fallo in area che l’arbitro mi ha fischiato, concedendo il rigore alle avversarie. La sfida in cui ho giocato meglio? Il successo con la Riozzese (0-2, ndr), prima di Natale. Mi sono mossa correttamente e chiuso bene gli spazi, come tutta la difesa».

GIRONE DI ANDATA DA 6,5. Giulia dà il voto in pagella al club gialloblù, ottavo al giro di boa: «Il girone di andata della Fortitudo merita un 6,5 – sottolinea -. La sufficienza c’è di sicuro, però abbiamo le qualità per fare di più: i rimpianti sono tanti, perché abbiamo iniziato il campionato con molti pareggi, lasciando per strada punti importanti. A livello tecnico, invece, siamo riuscite a imporre il nostro gioco in diversi incontri e, al di là dei risultati, siamo cresciute alla distanza. Inoltre, spesso abbiamo dimostrato grande carattere rimontando lo svantaggio e pareggiando, o ribaltando, il punteggio. Il girone di ritorno? Vogliamo conquistare più punti dell’andata (17, ndr)».

SAN BONIFACIO TOP, OROBICA FLOP. Prestazioni a confronto. La migliore partita della prima parte di stagione da una parte, quella peggiore dall’altra. «Il secondo tempo contro la Pro San Bonifacio è stato incredibile: abbiamo dominato l’allora capolista, espresso un bel calcio e mostrato una determinazione pazzesca – osserva Caliari -. Purtroppo non siamo riuscite ad evitare la sconfitta (1-2, ndr) però abbiamo disputato una ripresa eccellente; di momenti negativi, invece, ne indico due: dal punto di vista difensivo siamo andate male contro l’Azalee, subendo quattro reti, mentre a livello globale la squadra non mi è piaciuta contro l’Orobica: abbiamo perso 3-0, in campo non eravamo unite e avevamo poche idee».

L’AFFIATAMENTO AIUTA. Con le compagne di reparto difende i colori del Mozzecane da anni. Salaorni è una collega da una vita, Valentina Sossella da quattro anni e Nana Welbeck dalla passata stagione. «L’affiatamento è fondamentale e conoscersi bene è un vantaggio – ammette Giulia -. Ognuna di noi sa cosa è abituata a fare la compagna, pertanto è più facile capire quali movimenti effettuare. Non solo: giocare insieme da tanto tempo serve pure umanamente, perché conoscendo i caratteri e magari i punti deboli delle altre sappiamo come sostenerci e aiutarci». Le new entry 2016/17 nella retroguardia gialloblù sono invece Elisa Fasoli e Letizia Malvezzi. «Elisa mi ha sorpreso molto e, nonostante questa sia la sua prima annata in serie B, sta dimostrando di valere e non ha mai deluso – afferma Caliari -. Letizia è giovanissima (15 anni, ndr) ma quando è stata chiamata in causa si è sempre fatta rispettare. Stare in prima squadra alla sua età può permetterle di crescere parecchio».

 

Matteo Sambugaro                                                                                               

 

Foto: Graziano Zanetti Photography

 

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Intervista ad Anna Mecenero

Una ragazza tutta da scoprire, diciamo che la battuta non le manca MAI!!

“Ciao Anna aspettavi tanto questo momento, di la verità? 😉

Certo! Sono molto contenta che finalmente qualcuno mi faccia delle domande e s’interessi a me! È da parecchio che non mi capita..! poi per una egocentrica come me….. essere al centro dell’attenzione è una delle cose che mi piace di più.. quindi rispondo più che volentieri!

 

Domanda che ormai ti sarai sentita dire mille volte, ma una volta per tutte, facciamo zittire tutti… Come mai ti sei tagliata i capelli?!

Ancoraaaa ti spiego brevissimamente…

Si dice che quando una donna vuole cambiare, inizia dai capelli…

Perciò una mattina mi sono svegliata e ZAC via tutto! Dopo due giorni mi ero già pentita…ma per fortuna ricrescono!

 

Allora veniamo a noi…questa settimana la dedichiamo alla tua intervista…sappiamo che sei un elemento importante per la Fortitudo Mozzecane, ma all’inizio vorremmo scoprire un po’ più di te… raccontaci qualcosa!

Sono nata a Verona il 20gennaio 1994… e se dovessi riassumere i miei 19 anni in poche parole direi che sono stati brevi, ma intensi!!

Mi sono diplomata al LiceoSocio Psico Pedagogico con 69, adesso ho iniziato l’Università e un corso per diventare istruttrice di nuoto.

Poi le solite cose… amo la musica, il mio cane, la mia famiglia… adoro mangiare e dormire!

 

Wow oltre alla passione per il calcio hai anche quella per il nuoto? Come mai non hai scelto un corso per diventare allenatore, dato che giochi a calcio?

Sono sempre stata portata per lo sport e ne ho provati vari… ero brava a baseball e a nuoto, ma mi piaceva troppo il calcio… e ho scelto lui!

Sono ormai 11 anni che continuo a sceglierlo

Ho deciso di diventare istruttrice di nuoto piuttosto che allenatrice di calcio perché mi sembra ancora troppo presto… sono calciatrice ora, più avanti si vedrà!

 

Bene…allora speriamo di vederti tra qualche anno allenare una squadra di calcio femminile!! Dove hai iniziato a giocare a calcio prima di venire nel Mozzecane?

Ho iniziato a giocare nel SanMartino e poi nell’Hellas Monteforte, solo che a metà stagione del 2011 me ne sono andata per venire a giocare qui!

Come sono stati, per te,questi anni con il Mozzecane? Mi spiego meglio, ci sono stati dei momenti felici e dei momenti, come la retrocessione della scorsa stagione, che hanno portato un po’ di squilibri all’interno della squadra e della società. Tu come li hai superati?

Ho iniziato a giocare con la primavera e non è da molto che sono in prima squadra!

L’anno scorso, infatti,mi sentivo più spettatrice che giocatrice sinceramente.

Inizialmente perché ho giocato poco (giustamente) e poi perché dovevo integrarmi ancora bene con il gruppo.

Purtroppo sono successi degli episodi che hanno sconvolto gli equilibri della squadra, visto che sei titolari se ne sono andate!! Per quanto mi possa esser dispiaciuto l’accaduto, posso dire che allo stesso tempo, per me le cose sono andate in meglio! Ho iniziato a giocare e ad integrami completamente nel gruppo!

Bene mi fa piacere sentirti parlare così, perché dicono che è proprio dai momenti difficili, che riusciamo ad avere la forza per superare qualunque ostacolo! Non credi?

Certamente! Poi comunque stiamo sempre parlando di sport e quindi parliamo d’impegno, ma allo stesso tempo anche di divertimento! A mio parere fare dei drammi per certi problemi lo trovo eccessivo! E’ stata un’annata difficile ma C’E DI PEGGIO!! 😉

E’ da un po’ di domeniche che non ti vediamo in campo, che succede?

Eh si!! Purtroppo mi sono dovuta fermare dopo la prima partita, a causa di uno stiramento all’adduttore…Ho da poco iniziato con degli allenamenti differenziati… spero di rientrare tra le convocate il prima possibile perché mi manca il campo e anche lo spogliatoio…

 

Basta parlare di calcio…parliamo di cose serie…l’ AMORE!! Sei fidanzata?

Grazie per la domanda, me la caverò con un aforisma di O. Wilde “Amori mediocri sopravvivono. Amori grandi vengono distrutti dalla loro stessa intensità”… in ogni caso sono single… anzi ne approfitto per dire che se qualcuno vuole farsi avanti….scherzo 😉

 

Gran bella risposta!! Insomma avete capito bene Anna e’ SINGLE!!

Chi vuole farsi avanti?? 😉

Cambiando discorso prima mi dicevi che sei appassionata di sport, ma oltre a questo hai qualche altra passione? Qualche sogno nel cassetto?

Mi piace ballare e cucinare,oltre alle cose che ho già detto.

Il mio sogno nel cassetto… è perdere qualche chilo!!

 

Ma non sei grassa!! Dai… orati lascio che devi recuperare dall’infortunio, perché ti vogliamo rivedere incampo più forte di prima!

Grazie per questa chiacchierata Anna allora prossima!!

Ah dopo quest’intervista se qualcuno si dovesse fare avanti…vogliamo essere i primi a saperlo mi raccomando 😉

Certamente!! Grazie a te e alla prossima! ”

 

Alice Bianchini