Esordienti: freddo gelido a Povegliano

Esordienti: freddo gelido a Povegliano

POVEGLIANO V.SE – FORTITUDO MOZZECANE CF 3 -0  (2/0 – 2/0 – 4/0)

A.S.D. FORTITUDO MOZZECANE C. F. : Magalini, Guernelli, Lippolis, Giovannini, Chiaramonte, Zampieri, Quaini, Colpo, Scarcelli, Gavioli, Venturelli, Leonora, Pasini

Neglio spogliatoio delle esordienti, Buran, il tanto temuto vento gelido Siberiano, arriva con una giornata di anticipo.

Seconda “doccia fredda” consecutiva per le gialloblu, che al comunale di Povegliano faticano a riproporre quanto di buono avevano fatto intravedere. Gioco sempre in mano ai locali e le “nostre” mai in partita, a dimostrazione l’unica  manovra offensiva a metà del terzo tempo dove Quaini manda la sfera di poco a lato dopo un buon scambio con Guernelli.

Troppo prevedibili ed imprecise le ripartenze dalla difesa, con reparto di centrocampo  sempre in affanno nell’impostare il gioco e sterile nell’opporsi al gioco offensivo avversario. Solo l’imprecisione sotto porta di questi ultimi e qualche buon intervento di Magalini, una delle più “piccole” del gruppo (oggi migliore in campo…), evitano un passivo ben più pesante.

Se a società e staff tecnico “poco importa” del risultato, visto la categoria in questione,  tutt’altra rilevanza assumono determinazione agonistica e concetto di squadra, che a parer di chi scrive sono completamente mancate. Se si vuol tornare in careggiata si dovrà  lasciarsi alle spalle alla svelta inutili individualismi , facile irritabilità e svogliatezza , tutti elementi che bene non fanno al gruppo .

Comune dovrà essere la voglia di entrare in campo per interagire e condividere questa passione sportiva unita al miglior tecnicismo per il quale si lavorerà sodo ed a “testa bassa” in settimana.

Speriamo che la sosta di campionato aiuterà a ritrovarsi…

Appuntamento sabato 10 marzo ore 16:00, per la terza volta di fila lontano dalle mura amiche, al comunale di Villafranca .

Loris Lubiato

Giovanissime: più spettatrici in campo che sugli spalti

Giovanissime: più spettatrici in campo che sugli spalti

Povegliano vs Fortitudo: 5-0

Complice sicuramente la condizione climatica che di certo non invogliava a rincorrere il pallone, ma per lunghi tratti della partita, alcune giocatrici della Fortitudo oggi sono sembrate più spettatrici che calciatrici!
Gli avversari, sia pur ben messi in campo e con qualche buona individualità, non sono però apparsi irresistibili, tanto che sono stati necessari due autentici regali da parte nostra per consentire loro di portarsi sul 2:0.
Nel primo tempo non si è visto alcun cenno di reazione, tanto che in 35 minuti il portiere avversario non ha mai toccato il pallone.
Nella ripresa, i cambi effettuati hanno dato un po’ di vivacità alla squadra che in qualche momento ha dato l’impressione di potersela giocare alla pari; ma troppo poco per impensierire la retroguardia avversaria.
Il calcio, si sa, è fatto di corsa, grinta e abnegazione, tutte cose che oggi hanno un po’ difettato in alcune nostre ragazze. Il risultato finale è stato solo una naturale conseguenza.

Riccardo De Bon

Primi calci 2010: Piove gliano

POVEGLIANO – FORTITUDO=   3 – 0 (4-1, 3-0, 2-0)

Fortitudo:  Harim (Ballerini), Cappellaro, Bonetto (Magalini), Zampini, Foggetti All. Boni

Reti: Foggetti

 

Il Povegliano ha sempre avuto un bel settore giovanile e per la Fortitudo non era facile fare bella figura, ma qualcosa in più dalla babies gialloblù ci si poteva aspettare. Nei primi due tempi è mancato soprattutto lo spirito battagliero, coraggioso, intraprendente che deve caratterizzare qualsiasi sport di competizione. Sotto questo punto di vista sono andati un po’ meglio gli ultimi due tempi anche se la superiorità avversaria era palese.  Guardiamo avanti e teniamoci stretta la bellissima performance del neo portiere Ballerini che si è superata in numerose occasioni ed anche della più piccola in campo, tale Magalini!! gb

Pulcine: e sono tre!

Pulcine: e sono tre!

FORTITUDO MOZZECANE – SALIONZE 3-0 (3:1;2-0;2-0;3-0)

Reti: Sgreva 4, Zampini 3

Gamberoni,Bertaiola, Perina,Maioli, Sgreva, Bonetto, Zampini. Risultato: 3-0

Primo tempo: 3-1
Partenza arrembante della Fortitudo che crea occasioni ma non riesce a concretizzare, arriva il gol con Sgreva e la squadra si rilassa e giustamente viene punita dal Salionze che pareggia il risultato. A pareggio subito le nostre piccole giocatrici iniziano a fare il gioco fino al gol della Sgreva che riporta in vantaggio le pissette. Memore dello sbaglio fatto in precedenza la squadra inizia a giocare fino al terzo gol della instancabile Sgreva.

Secondo tempo: 2-0
Il secondo tempo continua con l’andamento del primo, la Fortitudo che attacca e il Salionze che si difende e riparte in contropiede, il risultato rimane in bilico anche grazie ai due portieri. A metà tempo grazie ad un errore della difesa del Salionze il risultato si sblocca con un tiro di Sgreva. Nel proseguo del tempo la squadra crea occasioni e fissa il risultato sul 2-0 con il gol della Zampini festeggiato da tutte le sue compagne di campo e di panchina.

Terzo tempo: 2-0
Terzo tempo sulla falsa riga degli altri due, la Fortitudo che comanda il gioco ed i ragazzi del Salionze a controbattere ogni azione. Dopo alcune buone parate della Gamberoni e buoni fraseggi di squadra il risultato si sblocca con il secondo gol personale della Zampini. Il Salionze prova a pressare la Fortutudo facendo vedere buoni schemi di squadra ma la Zampini in contropiede fissa il risultato sul 2-0.

Quarto tempo: 3-0
Il quarto tempo le pissette entrano in campo con l’obiettivo di trovare subito il gol iniziando a pressare i ragazzi. A metà tempo il risultato si sblocca con un tiro della Maioli che insacca il pallone alle spalle del portiere ospite, si chiude il tempo con un’altra doppietta della solita Sgreva.

La strada è ancora lunga ma tre vittorie su tre partite tiene alto il morale e porta assoluta fiducia dei propri mezzi, passo in avanti sulla convinzione e la concentrazione. Nota di rilievo sicuramente la prova della Zampini che dopo aver trovato settimana scorsa la via della rete, oggi ne ha fatti addirittura 3, deve continuare su questa linea che è alla sua portata.
Ora ci aspetta una sfida tutt’altro che facile, si va a Villafranca ma con nel bagaglio tutte le nostre certezze.
Brave a tutte.

Salaorni, il suo mancino fa sempre male all’Unterland Damen

Salaorni, il suo mancino fa sempre male all’Unterland Damen

Quando le cose si mettono male ci pensa il capitano. Punizione sotto la traversa questa volta, punizione decisiva anche la scorsa stagione. La leader delle gialloblù conquista il pareggio e, insieme alle sue compagne, riporta la Fortitudo alla vittoria e ai tre punti.

La sua punizione con l’Unterland Damen ha rappresentato il terzo gol stagionale per lei in campionato: record personale arrivato con una rete decisiva.

«La punizione messa a segno è stata molto importante, sia per me, visto che ho raggiunto il mio record, sia per la squadra, perché dovevamo recuperare e vincere la partita. Quel campo è particolare per me, ricco di bei ricordi».

Dopo tre partite senza vittoria è arrivato questo 1-4: che valore ha il successo di domenica?

«Ha una grande importanza per il morale. Venivamo da tre partite in cui abbiamo fatto due punti ed era importante tornare a vincere. Nelle ultime partite senza vittoria non abbiamo giocato male, anche perché abbiamo fronteggiato squadre difficili, ma anche per errori nostri non siamo riuscite a portare a casa i tre punti. Domenica abbiamo affrontato un avversario tosto dal punto di vista fisico e atletico ma, pur iniziando in una situazione di svantaggio, siamo riuscite a venirne fuori».

Nella serie B 2016/17 ha segnato in trasferta con l’Unterland (0-3): sempre su punizione, sempre il primo gol della Fortitudo, sempre nel primo tempo e anche nella stessa porta: una bella coincidenza.

«Anche la rete dell’anno scorso aveva un sapore particolare, perché venivamo da una serie di pareggi e quindi avevamo bisogno di una vittoria. Questa volta ho tirato di potenza da lunga distanza, l’altra volta invece ero più vicina e ho calciato di precisione; inoltre segnare alla Schroffenegger è sempre motivo di soddisfazione. È una bella coincidenza, si vede che questo campo mi porta fortuna».

Non si vedono spesso difensori centrali battere i calci di punizione: ha allenato questa componente del suo gioco in maniera costante durante la sua carriera?

«Sì, è un po’ insolita come cosa. Tiro sempre le punizioni dalla parte destra del campo, essendo mancina. Non è da tanto che mi alleno a calciarle, soprattutto quelle da lontano, perché ho sempre paura di mandare la sfera alta, di dare troppa forza, dato che come difensore sono più abituata a calciare i rinvii piuttosto che le punizioni dirette. Recentemente ho detto al mister che vorrei a imparare a calciare le punizioni dalla distanza e lui mi ha insegnato come prendere la giusta rincorsa e mi ha consigliato di guardare i video delle punizioni di Mihajlovic. Ho messo in pratica ciò che mi ha detto e mi è andata bene. In ogni caso preferisco calciare le punizioni vicino all’area. Poi non bisogna dimenticare che domenica avevo anche il vento a favore».

La sua determinazione, il suo spirito combattivo, di sacrificio e di gruppo ricordano la mentalità del rugby. Salaorni si sente rugbista dentro?

«Mi sento un po’ rugbista dentro ma anche fuori, visto il mio fisico (ride, ndr). È una mia attitudine quella di non mollare mai, da quando ho iniziato a giocare. Ci credo sempre fino alla fine, voglio sempre dare tutto, soprattutto se la partita sta andando male. Fin da piccola ero molto competitiva, ho sempre odiato perdere e quindi ho cercato di vincere ogni partita, anche se non è sempre ovviamente è stato possibile. Lo spirito di gruppo è fondamentale per me, esattamente come il rispetto per le avversarie, anche se a volte in campo ci comportiamo in maniera non troppo leale, magari a causa di qualche fallo evitabile. Cerco di trasmettere questa mia caratteristica della forza caratteriale alla squadra».

Prendendo spunto dal rugby, in cui rispetto per l’avversario, la voglia di non mollare mai e la compattezza di squadra sono punti cardine, secondo lei al calcio, talvolta, queste caratteristiche vengono un po’ meno?

«Nel calcio non manca la mentalità vincente, perché credo che questa ci sia in ogni sport. A volte viene meno lo spirito di gruppo e la lealtà verso gli avversari. Da questo punto di vista il rugby e il calcio sono molto differenti. Penso che questa cosa, ovvero il fatto che a volte vengano meno valori come rispetto e lealtà, sia più evidente in campo maschile piuttosto che in quello femminile».

Nella scorsa stagione ha dedicato la punizione contro l’Unterland a sua nonna: anche in questa occasione ha pensato a lei?

«Era mancata da poco ed è sempre stata una persona importante nella mia vita, quindi mi sembrava doveroso dedicarle il gol per ringraziarla e ricordarla. Quest’anno, al momento della rete, ho pensato che rimontare lo svantaggio è stato un momento di assoluta importanza, anche perché abbiamo dato un segnale forte, abbiamo dimostrato che eravamo in campo ben presenti e ben concentrate. Ero felice perché il mio gol avrebbe potuto essere una scossa per la squadra. Poi ho pensato al fatto che ero appena riuscita a mettere in pratica gli insegnamenti del mister riguardanti i calci di punizione, per cui ero davvero felice. Ho anche fatto un pensiero sull’aver segnato nella stessa porta dove avevo realizzato la rete su punizione la scorsa stagione (ride, ndr)».

La Fortitudo è terza, a meno cinque punti dal Castelvecchio e a più due dal Vittorio Veneto. Questo campionato sembra destinato a decidersi nelle ultime giornate: come si vive a livello psicologico una competizione che non permette mai un calo di concentrazione?

«Come sapevamo fin dall’inizio il campionato è tosto. Non esiste una partita scontata, ogni volta è una battaglia. Bisogna pensare partita per partita perché ogni domenica può riservare delle sorprese. Ci sono ancora squadre che al momento possono darci qualche problema. Ci saranno ancora importanti scontri diretti al vertice quindi, esattamente come la corsa ai primi posti non è finita, allo stesso modo il terzo posto non è ancora al sicuro. Sarà una lotta, bisognerà difendere la pozione da chi ci rincorre. Penso che tutto si deciderà nelle ultime giornate, e questo mi piace perché vuol dire che dovremo sempre tenere alte la concentrazione, la competitività e l’intensità. Dal punto di vista psicologico però è stressante sapere di non poter permettersi di abbassare mai la guardia».

Riccardo Cannavaro
Foto: Graziano Zanetti Photographer
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