Buon 2017

Buon 2017

Erano anni che la Fortitudo non trascorreva delle vacanze natalizie così belle e testimonianza diretta è stata la festa di Natale, mai così numerosa, mai così allegra e partecipata. Per la stagione sin qui molto positiva avevo pensato di ringraziare tutti uno per uno, nome per nome, ma sarebbe stato troppo lungo e noioso per cui il mio grazie è dedicato al solo Luciano, uno solo a nome di tutti, perché nonostante tutto è sempre presente, perché nonostante l’inverno in corso sta aspettando che arrivi presto la primavera.

Adesso si gira una nuova pagina, adesso arriva il difficile e non mi piace fare le cose a metà per cui il mio invito è quello di continuare tutti insieme sulla strada intrapresa, di continuare a dare il massimo di se stessi in ogni ambito, senza individualismi o egoismi (solo sul campo potrebbe esserne tollerato qualcuno), con tanta unità d’intenti, con tanto spirito di gruppo dove dirigenti, allenatori, ragazze ed anche genitori convergono nella stessa direzione, sostenendosi a vicenda e dimostrando rispetto, stima e considerazione per ogni componente della Fortitudo.

Che sia un bellissimo ed indimenticabile 2018 per tutti Noi!!!!

Il vostro Giuseppe Boni

Vanessa, dal campo alla porta

Vanessa, dal campo alla porta

Vanessa Venturini sta vivendo una stagione di soddisfazione e di rivincita. L’ex giocatrice, che ha ricoperto vari ruoli in campo in passato, si è trasformata in un estremo difensore, e quest’anno ha finalmente trovato lo spazio che merita, contribuendo alla scalata nella classifica del campionato che la squadra sta facendo e dimostrando di essere a tutti gli effetti un vero portiere.

In questa stagione sta trovando spazio con regolarità: rispetto alla stagione passata questo fatto le dà maggior convinzione dei propri mezzi?

«Certo, giocare con maggior regolarità fa si che ci sia più sicurezza in sé stessi; inoltre essere sul campo più spesso mi aiuta a migliorare la sintonia con le mie compagne. Per ora mi ritengo soddisfatta della stagione».

Guardando alcuni dei suoi interventi si ha la sensazione che giochi anche d’istinto: per un portiere quanto conta l’istinto e il saper improvvisare in certe situazioni?

«Credo che l’istinto sia una caratteristica che mi si addice bene. La trovo una componente importante, ma deve essere affiancata anche da una componente tecnica, sulla quale devo lavorare ancora molto. Durante gli allenamenti mi sto focalizzando proprio sulla parte tecnica e continuerò a farlo fino alla fine della stagione per migliorare».

Quando gioca richiama spesso le sue compagne e le incita, diciamo che in campo si fa sentire: è un modo per dare sicurezza alle sue compagne in difesa?

«Il mister vuole che noi portieri facciamo sentire la voce, sia per incitare sia per richiamare le compagne. In particolare per me è anche un modo per scaricare la tensione, dato che non lo posso fare correndo per il campo. In un certo senso far sentire la voce è come una valvola di sfogo».

In partita si nota che si trova a suo agio con i piedi: il fatto di non nascere come portiere quanto e come ha influito sul suo modo di stare tra i pali?

«Aver giocato varie stagioni in Primavera come terzino e come attaccante ha certamente influito sulla mia crescita tecnica. Il vantaggio è che magari, rispetto ad altri portieri, sono più abituata a toccare il pallone con i piedi, però spesso capita che piuttosto di controllare la palla e impostare il gioco preferisca buttarla via per non rischiare; questo è un lato che devo migliorare».

Perche ha deciso di diventare portiere?

«Più che una decisione è stata un’imposizione “dall’alto”: negli anni scorsi, nelle categorie in cui giocavo, per varie ragioni ho ricoperto ruoli altalenanti a seconda delle necessità. Fortunatamente nelle ultime tre stagioni sono riuscita a trovare il mio ruolo».

Quali sono gli aspetti sui quali deve ancora crescere e migliorare secondo lei?

«Come ho detto prima devo migliorare molto l’aspetto tecnico. Non essendo nata e cresciuta come portiere mi mancano un po’ le basi e sto cercando di acquisirle e perfezionarle allenamento dopo allenamento».

Si nota una bella sintonia tra lei e il preparatore dei portieri Claudio Bressan: ci parli di questa figura e dell’influenza che ha sulla sua crescita in campo.

«Claudio è un allenatore molto preparato sia dal punto di vista tecnico che umano. Ha a che fare non solo con me e Francesca ma anche con i portieri delle giovanili e, seppur ognuna di noi abbia capacità ed esigenze differenti, lui sa gestirci e sa riconoscere le nostre potenzialità e i nostri difetti sui quali lavorare durante gli allenamenti. Per quanto riguarda la mia crescita, io stessa e la società siamo d’accordo nel dire che ha compiuto un vero e proprio miracolo, infatti quando ci siamo conosciuti mi diceva sempre che non sembravo un portiere, mentre ora riconosce che ci assomiglio, e questa è già una grande soddisfazione».

Con l’inizio dell’anno nuovo vivrai una importante esperienza all’estero: le mancherà il campo?

«Partirò per il Canada il 3 febbraio e tornerò il 7 marzo; frequenterò dei corsi presso il Canadian Centre for Activity and Aging per ottenere la certificazione di istruttore di fitness per anziani. Starò lontana dal campo per più di un mese e, nonostante l’importanza di questa esperienza, mi mancherà la squadra, ma quando tornerò avrò ancora più voglia di giocare e di allenarmi. Intanto auguro alle mie compagne di continuare a scalare la classifica e di portare avanti il bel lavoro che stiamo facendo».

Riccardo Cannavaro
Foto: Graziano Zanetti Photographer
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La giovane Chiara Mele trova il suo primo gol

La giovane Chiara Mele trova il suo primo gol

Chiara Mele ha segnato il suo primo gol con la prima squadra nell’ultima partita di campionato contro il Brixen (6-0, ndr). La giovanissima calciatrice ha messo a referto, da fuori area, il sesto gol del match pochi secondi prima del fischio finale.

Che emozione ha provato quando ha visto la palla entrare in rete?

«Segnare il mio primo gol è stato bellissimo. Ero davvero felice, ma soprattutto ero felice per la vittoria del gruppo perché stiamo crescendo insieme, siamo sempre più unite e stiamo ottenendo buoni risultati, anche se la strada è ancora lunga».

Questa stagione è un crescendo di cose per lei: passaggio dalla Primavera alla prima squadra, chiamata dalla Nazionale e ora anche primo gol: si sarebbe mai aspettata tutto questo?

«La scorsa stagione mai mi sarei aspettata tutto questo; è un insieme di gioie ed emozioni indescrivibili. Sono felice ed orgogliosa di tutto quello che sta succedendo quest’anno».

È giovanissima ma sta dimostrando di meritare spazio. Queste esperienze positive contribuiscono a far crescere la fiducia in sé stessa?

«Si, sicuramente tutte queste cose che sto vivendo mi fanno sentire bene e mi aiutano a credere sempre di più in me stessa. Le mie compagne inoltre mi supportano sempre, mi incitano in allenamento e mi caricano durante la partita, quindi essere in campo con loro è già di per sé un fattore di sicurezza e mi fa capire che devo avere fiducia nelle mie capacità».

Non sembra mai sotto pressione nonostante giochi con ragazze più grandi: questa sua tranquillità da dove deriva?

«Forse adesso, rispetto alle prime partite, si vede meno la tensione, ma sono sempre tesa prima delle gare perché ho voglia di far vedere il mio valore e di dimostrare qualcosa. Cerco di giocare con serenità, ma è normale che un po’ di tensione sia presente».

Tornando al suo primo gol, quando ha segnato ha pensato a qualcuno in particolare?

«Dedico il gol a tutta la mia squadra, ma in quel preciso momento ho pensato a Luciano Mecenero. Ha sempre creduto in me e in mia sorella Angela ed è stato il primo a volere che ci allenassimo con la prima squadra. È sempre vicino alla squadra e questo mi fa molto piacere».

Suo papà e sua sorella Angela erano presenti alla partita: dopo il fischio arbitrale cosa le hanno detto il per il gol?

«Erano al campo e hanno visto tutta la partita; hanno esultato con me e sono molto fieri del gol perché comunque sanno che è il risultato di impegno e di allenamenti intensi ma costruttivi».

Riccardo Cannavaro
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Le gialloblù si fanno il regalo di natale: 6-0 al Brixen

Le gialloblù si fanno il regalo di natale: 6-0 al Brixen

Fortitudo Mozzecane – Brixen Obi 6-0

Fortitudo Mozzecane: Venturini, Pecchini, Welbeck, Signori, Caliari, Salaorni, Peretti (32’ st Bonfante), Carraro (14’ st Marconi), Martani (18’ st Rotondo), Caneo (25’ st Mele C.), Gelmetti (30’ st Boni).

A disposizione: Perina, Marconi, Mele C., Boni, Bonfante, Rotondo, Bottigliero.

Allenatore: Simone Bragantini.

Brixen Obi: Kosta, Sullmann (27’ pt Recla), Profanter, Kiem, Strickner, Ladstaetter (12’ st Brugger), Kerschdorfer, Santin, Reiner (38’ pt Niederegger), Bielak, Maloku (31’ st Niederjaufner).

A disposizione: Recla, Messner, Niederjaufner, Brugger, Niederegger.

Allenatore: Marco Castellanetta.

Arbitro: Djurdjevic (Trieste).

Assistenti: Albarello, Berestean (Verona).

Reti: 4’ pt Gelmetti, 12’ pt Peretti, 25’ pt Caneo, 37’ pt Martani, 29’ st Gelmetti, 48’ st Mele.

La Fortitudo chiude il 2017 con un gran risultato, frutto di una grande prestazione. Nell’appuntamento prenatalizio, in casa con il Brixen, le ragazze di mister Bragantini gonfiano la rete per ben sei volte e si portano a un punto dal terzo posto.

Dall’inizio del match si capisce subito che per le ospiti non sarà una partita semplice. Gelmetti, servita da Peretti, porta in vantaggio la squadra grazie a un tiro a giro sul secondo palo al 4’. Dopo lo slalom di Carraro, conclusosi con un tiro respinto dal portiere, arriva il raddoppio delle padrone di casa: Gelmetti punta la difesa e filtra per Peretti, che appoggia la sfera in rete e ringrazia per l’assist. La squadra di Bressanone non riesce a reagire e la Fortitudo riesce a gestire palla e a costruire azioni pericolose a partire dalla propria difesa.

Il terzo gol arriva al 25’ con Caneo, che da fuori area scaglia il pallone a fil di palo e ripete la prodezza di San Marino. Di fatto la partita si chiude al 37’ quando Caneo, dopo il bel gol, fornisce l’assist a Martani, che calcia sul secondo palo e trova il 4-0. Fino alla fine del primo tempo le azioni pericolose arrivano solamente dalla squadra di Mozzecane.

Nel secondo tempo, complice il risultato rassicurante, le gialloblù controllano il gioco in maniera più tranquilla, dimostrando di saper addormentare la partita e creare azioni pericolose a seconda delle necessità. Le occasioni sono meno numerose rispetto ai primi 45 minuti, ma il Brixen non riesce comunque a infastidire la difesa delle padrone di casa. Al 29’ Gelmetti mette a referto la doppietta personale: sfruttando il cross di Marconi si lancia in area piccola e sorprende il portiere avversario con un gol da attaccante puro. A partita praticamente terminata arriva il 6-0 grazie a Mele, che calcia da fuori area all’angolino basso e trova il meritato gol.

Riccardo Cannavaro
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Carolina Rotondo, esordio con doppietta

Carolina Rotondo, esordio con doppietta

Esordio con doppietta. Carolina Rotondo, neo acquisto della Fortitudo Mozzecane, ha giocato la prima partita come giocatrice gialloblù contro l’Imolese ed è subito andata a segno.

Ha giocato la prima partita in gialloblù contro la sua ex squadra: è stato stimolante o avrebbe preferito un’altra avversaria?

«Sono stata contenta di aver affrontato l’Imolese. La scorsa stagione è stata un po’ complicata per via dei rapporti con la società, quindi è stato stimolante giocare questo match per me. Inoltre sul campo ho rivisto delle mie amiche, perciò non poteva esserci partita migliore».

Non solo ha giocato, ma ha anche segnato una doppietta contro l’Imolese: cosa si prova a segnare ad una squadra di cui si è indossata la maglia?

«Mi è dispiaciuto per le mie ex compagne, ma segnare è stata una vera gioia per vari motivi: era l’esordio e dunque era importante fare bene da subito, c’erano alcune mie amiche dell’Olimpia Forlì a vedermi ed era presente anche mio papà».

Esordio con gol: si sarebbe aspettata di segnare due gol nella prima partita con la Fortitudo?

«Assolutamente no, non mi sarei mai aspettata una cosa del genere; non sapevo nemmeno se sarei entrata in campo, è stata una vera sorpresa».

Le sue compagne di reparto stanno segnando con regolarità e hanno trovato la giusta intesa tra loro: è difficile inserirsi in un gruppo già rodato dal punto di vista tattico?

«È difficile sì, anche perchè ci sono giocatrici molto valide quindi è dura conquistarsi un posto sul rettangolo verde. Purtroppo non ho quel feeling tattico con le mie compagne, perché comunque è una cosa che si crea e si costruisce durante la preparazione di agosto e che poi si allena durante la stagione. Io non conosco bene i loro movimenti e le loro caratteristiche, ma impareremo a conoscerci tatticamente a vicenda».

La Fortitudo ha recuperato punti, ma la classifica resta corta: il fatto di non poter fare passi falsi è una pressione o uno stimolo per vincere?

«È sicuramente uno stimolo per vincere. C’è poco da fare, sappiamo che dobbiamo arrivare nelle prime tre posizioni della classifica, dunque è necessario vincere e non perdere punti».

In squadra c’è qualche giocatrice che l’ha colpita particolarmente?

«A me in una squadra colpisce sempre la figura del capitano. È una figura che è stata importantissima nei vari anni della mia carriera, per questo ti dico Salaorni, anche e soprattutto per come mi ha accolta. A centrocampo mi piacciono molto Signori e Carraro, anche se sinceramente apprezzo tutte le giocatrici della squadra: a livello tecnico sono brave, hanno grinta, voglia di vincere e tengono molto al concetto di gruppo».

Riccardo Cannavaro
Foto: Graziano Zanetti Photographer
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