RICCARDO CANNAVARO NUOVO ADDETTO STAMPA

RICCARDO CANNAVARO NUOVO ADDETTO STAMPA

La Fortitudo Mozzecane dà il benvenuto al nuovo addetto stampa Riccardo Cannavaro, nato a Mantova nel 1993. Dopo essersi diplomato al Liceo Classico Virgilio di Mantova e laureato in Lettere a Verona ha deciso di mettere in pratica la sua passione per la scrittura. Ci darà quindi una mano con le interviste e tutto ciò che riguarda la rassegna stampa. Collaborerà insieme al fotografo Graziano Zanetti, confermato per il nuovo anno calcistico, con Alice Bianchini e Deila Boni nel raccontare il percorso che la Fortitudo Mozzecane farà durante la nuova stagione. Vi è quindi grande entusiasmo per i nuovi arrivi e le conferme, e siamo sicuri che anche quest’anno l’avventura delle ragazze del Mozzecane si vivrà con professionalità, impegno e divertimento.

ROSA di MAGGIO GIALLOBLU’

ROSA di MAGGIO GIALLOBLU’

FORTITUDO GIOVANISSIME: Ferrarini, Mele C, Bragantini, Zanca, Croin (Bernardi), Marcomini, Mele A (Bonotto) Allenatori Ferrarini/De Battisti

FORTITUDO ESORDIENTI: Magalini, Gola, Chiaramonte (Lippolis), Pelorosso (Guernelli), Veronesi (Scarcelli), La Vita (Venturelli), Morganella Allenatori Salaorni/Caneo

 

Si chiude la stagione sportiva delle ragazzine gialloblù (under 14) e si chiude veramente in bellezza a conclusione di una stagione molto positiva che ha visto una crescita individuale, collettiva e numerica di grande soddisfazione per la società. A Vittorio Veneto, grazie all’impeccabile organizzazione della locale società, si è svolta la festa finale del Rosa di Maggio, un torneo regionale organizzato dalla Federazione che andrà rivisto in modo radicale se vorrà veramente ridare importanza al calcio giovanile veneto ed in cui le ragazzine della Fortitudo hanno fatto vedere di saper giocare molto bene a calcio sia nella categoria giovanissime (1° posto con 4 vittorie e 2 pareggi e titolo di capocannoniere alla Mele Angela) che nella categoria esordienti (1 sola sconfitta e con la piccola Morganella realizzatrice di 5 reti). Complimenti a tutti e buone vacanze.

RISULTATI E CLASSIFICHE UNOFFICIAL

 

Permac Vittorio Veneto – Women Venezia FC =0-2

Calcio Padova Femminile – Real Spinea =2-0

CLUB PUNTI
FORTITUDO 14
VENEZIA 11
PADOVA 8
VITTORIO V. 8
GORDIGE 8
HELLAS VR 7
R.SPINEA 1

Hellas Verona FC – Gordige Calcio Ragazze =0-1

Fortitudo Mozzecane – Hellas Verona FC= 2-0 (Mele A, Croin)

Women Venezia FC – Gordige Calcio Ragazze= 1-0

Calcio Padova Femminile – Permac Vittorio Veneto= 1-1

Real Spinea – Hellas Verona FC= 0-2

Fortitudo Mozzecane – Women Venezia FC= 0-0

Gordige Calcio Ragazze – Permac Vittorio Veneto= 0-3

Calcio Padova Femminile – Fortitudo Mozzecane= 0-1 (Mele A)

Real Spinea – Women Venezia FC= 1-1

Hellas Verona FC – Permac Vittorio Veneto= 0-0

Gordige Calcio Ragazze – Calcio Padova Femminile= 1-1

Real Spinea – Fortitudo Mozzecane= 0-7 Bernardi (3), Mele A(3), Bragantini

Hellas Verona FC – Women Venezia FC= 3-0

Calcio Padova Femminile – Women Venezia FC= 0-1

Real Spinea – Gordige Calcio Ragazze= 2-3

Fortitudo Mozzecane – Permac Vittorio Veneto= 2-1 Mele A(2)

Real Spinea – Permac Vittorio Veneto= 0-1

Gordige Calcio Ragazze – Fortitudo Mozzecane= 1-1 Mele A

Calcio Padova Femminile – Hellas Verona= 2-0

 

CLUB PUNTI
CONDOR TV 13
VENEZIA 12
FORTITUDO 10
PADOVA 5
VITTORIO V. 5
HELLAS VR 4
RARCOBALENO 3

Arcobaleno SGS – Permac Vittorio Veneto= 1-0

Condor S.A.Treviso – Fortitudo Mozzecane= 0-0

Hellas Verona FC – Calcio Padova Femminile= 0-0

Fortitudo Mozzecane – Permac Vittorio Veneto= 2-0 (Veronesi, Morganella)

Arcobaleno SGS – Condor S.A.Treviso= 1-4

Calcio Padova Femminile – Women Venezia FC= 0-1

Hellas Verona FC – Women Venezia FC0 0-3

Condor S.A.Treviso – Calcio Padova Femminile= 1-0

Arcobaleno SGS – Fortitudo Mozzecane= 0-2 (La Vita, Morganella)

Fortitudo Mozzecane – Women Venezia FC = 0-2

Condor S.A.Treviso – Permac Vittorio Veneto=  1-1

Arcobaleno SGS – Hellas Verona FC= 0-1

Calcio Padova Femminile – Permac Vittorio Veneto= 1-1

Fortitudo Mozzecane – Hellas Verona FC= 3-0 Morganella (3)

Women Venezia FC – Arcobaleno SGS= 1-0

Calcio Padova Femminile – Arcobaleno SGS= 1-0

Hellas Verona FC – Condor S.A.Treviso= 2-4

Women Venezia FC – Permac Vittorio Veneto= 1-2

Fortitudo Mozzecane – Calcio Padova Femminile = nd

Hellas Verona FC – Permac Vittorio Veneto= nd

Condor S.A.Treviso – Women Venezia FC = nd

 

AL VOLANTE: “Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’. E poi ti saluto per sempre”.

Premiazioni Settore Giovanile Scolastico Provinciale

Premiazioni Settore Giovanile Scolastico Provinciale

Questo pomeriggio in Gran Guardia a Verona si sono tenute le premiazioni del Settore Giovanile Scolastico Provinciale.
La nostra Team Manager Deila Boni e le giocatrici della prima squadra Zoe Caneo e Francesca Salaorni sono salite sul palco a consegnare le medaglie alle squadre vincitrici dei vari campionati.
Premiate le gemelle Angela e Chiara Mele per la vittoria con la Rappresentativa Provinciale Under 15.

Vanessa e Francesca laureate… e adesso? «Studio e pallone sono la nostra vita. Pensiamo al futuro»

Vanessa e Francesca laureate… e adesso? «Studio e pallone sono la nostra vita. Pensiamo al futuro»

L’università le ha «incoronate». Vanessa Venturini il 21 ottobre, Francesca Salaorni il 13 marzo. La corona d’alloro l’hanno indossata con orgoglio, l’intervista doppia nasce dal titolo di un film statunitense del 2009: «Laureata… e adesso?». Questa è la domanda che poniamo alle «dottoresse» 2016/17 della Fortitudo Mozzecane, questa è la riflessione a cui le due rispondono in coro: «Studio e calcio sono la nostra vita. Ora pensiamo al futuro». Il portiere gialloblù ha conseguito la laurea triennale a Verona in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, il difensore (e capitano) a Padova in Ingegneria Biomedica. L’argomento delle tesi? «Personalità e performance sportiva: quale relazione?» spiega Venturini. «Studio della vigilanza durante l’uso della BCI in pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica» racconta Salaorni.

Francesca e Vanessa, laureate… e adesso?

Salaorni: «Tra marzo e aprile mi sono presa un mese sabbatico, per staccare un attimo la spina. Dopodiché sono stata nella scuola primaria di Mozzecane con la Fortitudo, facendo svolgere attività sportiva ai bambini di terza, quarta e quinta. Ora, invece, ho ripreso in mano i libri e devo capire cosa fare l’anno prossimo. Ho due possibilità: frequentare la magistrale di Biomeccanica e Biomateriali al Politecnico di Milano, test estivo di inglese permettendo, oppure andare negli Stati Uniti a studiare Ingegneria Biomedica e giocare nella squadra del college. Qualche giorno fa ho infatti sostenuto il provino per avere una borsa di studio per gli USA e sto aspettando il risultato: se fosse positiva sarò felice di partire e di fare il master in America».

Venturini: «Una volta conseguita la laurea triennale, ho cominciato subito la specialistica e ho da poco terminato il primo anno della magistrale di Scienze Motorie Preventive e Adattate, sempre a Verona. Conto di laurearmi di nuovo tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, poi cercherò un’occupazione sperando che in futuro le Istituzioni italiane rendano obbligatoria la figura del laureato in Scienze Motorie anche nella scuola elementare».

Vanessa si è laureata con 103, Francesca con 87. Soddisfatte?

V: «Più di così non potevo fare. In questi anni i sacrifici sono stati tanti e gli impegni da conciliare pure (oltre al calcio, Vanessa fa la cameriera in pizzeria e, d’estate, la bagnina in piscina, ndr), quindi sono orgogliosa del mio risultato. Naturalmente, alla specialistica cercherò di migliorare il 103».

S: «Tutto sommato sì. Ambivo ad uscire con un voto superiore a quello preso all’esame di maturità, cioè 84, e ce l’ho fatta (sorride, ndr). Purtroppo il primo anno è stato un po’ traumatico: facevo avanti-indietro tra Villafranca e Padova (Francesca abita appunto a Villafranca, ndr) per non saltare gli allenamenti con la Fortitudo e ho incontrato molte difficoltà a gestire università e calcio. Nel secondo e nel terzo anno, invece, trasferendomi a Padova, la situazione è decisamente migliorata: mi sono organizzata bene con il Mozzecane, ho trovato il mio metodo di studio e mi sono tolta soddisfazioni in vari esami. Spero di ottenere un risultato migliore alla magistrale».

Venturini, perché Scienze delle Attività Motorie e Sportive?

«Amo l’attività fisica e il movimento a 360 gradi. Essendo cresciuta con fratelli e cugini maschi ho sempre praticato qualsiasi disciplina che prevedesse l’utilizzo di una palla e di un campo, poi ho cominciato a giocare calcio nella Fortitudo e la passione è cresciuta ancora di più. Lo sport mi entusiasma da matti e, fin da bambina, sapevo che avrei intrapreso tale percorso».

Salaorni, perché ha scelto Ingegneria Biomedica?

«All’inizio ero indecisa fra questo e Fisioterapia. Avevo superato entrambi i test, però alla fine ho optato per Ingegneria Biomedica: mi piaceva di più l’ambito matematico-informatico, e mi sentivo più portata. Il terzo anno, poi, mi ha dato la risposta definitiva: abbiamo studiato tutte materie specifiche, ho imparato un sacco di cose e ho capito che questa è la mia strada. Sono contenta della mia scelta».

Avere una laurea è importante?

S: «Sì. È indispensabile per determinate professioni e, in generale, rappresenta un titolo in più per avere sbocchi lavorativi migliori e una preparazione culturale di un certo tipo. Ecco, penso che l’attestato magistrale serva di più di quello della triennale, quindi trovo giusto continuare e non fermarmi».

V: «Certo, ma al momento non viene valorizzata e conta principalmente a livello di soddisfazione personale. Nel mio campo, per esempio, diverse persone che hanno conseguito un diploma, frequentando corsi specifici di qualche mese, hanno spesso maggiori opportunità lavorative di noi. E non è corretto. In Italia, la laurea dovrebbe essere considerata di più».

La discussione della tesi e la festa di laurea le avete condivise con le compagne della Fortitudo?

S: «Naturalmente, e ne sono stata felice. Alla discussione avevo invitato Zoe Caneo e Rachele Peretti ma non sono riuscite a venire: in compenso, però, c’era Giulia Caliari alla lettura del papiro. Al contrario, alla festa hanno partecipato in tante: Francesca Signori, Francesca Rasetti, Caliari, Peretti, Caneo, Vanessa Venturini, Valentina Sossella e Sofia Cordioli (fisioterapista gialloblù, ndr). Purtroppo mancava Alessia Pecchini (in Olanda per studio, ndr), la quale mi ha comunque fatto l’in bocca al lupo prima della discussione. L’ho sentita vicina».

V: «Sì. È stato bello condividere un momento così importante con loro. Alla festa sono venute Francesca Salaorni, Sossella, Caliari, Rasetti e Cordioli, mentre alla discussione c’era Claudio Bressan (preparatore dei portieri gialloblù, ndr). Mi ha fatto davvero piacere averlo avuto lì con me: ci conosciamo e lavoriamo insieme da due stagioni e abbiamo un ottimo rapporto sia dentro che fuori dal campo. Claudio si è sempre interessato ai miei studi e lo ringrazio».

A proposito, calcio e studio vanno d’accordo?

S: «Dipende. Se una persona riesce a programmare bene gli impegni sì, altrimenti no. Avendo noi tre allenamenti serali alla settimana, più la partita alla domenica, è possibile conciliare tutto, ovviamente con grande passione e sacrificio: studi durante il giorno e poi vai al campo, stringi i denti di fronte alla stanchezza e rinunci spesso ad uscire con gli amici».

V: «Bisogna impegnarsi moltissimo ed essere davvero determinate, soprattutto se oltre al calcio e allo studio svolgi lavoretti qua e là. Amo il pallone e fare sacrifici non mi pesa, però occorre sapersi organizzare al meglio: nella mia università i tirocini si sovrappongono alle lezioni, pertanto è indispensabile sfruttare ogni momento libero per studiare, sia alle sei del mattino che alle undici di sera».

Quanto tempo passate sui libri?

S: «Cinque-sei giorni alla settimana. Studiavo tutta la mattina, continuavo al pomeriggio fino alle 16-16.30, perché poi dovevo andare ad allenare le bambine (Francesca segue la categoria pulcine alla Fortitudo e i minipulcini del Quaderni, ndr) e al mio allenamento, e a volte riprendevo in mano i libri alla sera fino alle 23. Il fine settimana, invece, è dedicato per forza agli impegni sportivi».

V: «Parecchio. Tra gli impegni al Mozzecane, il lavoro in pizzeria e in piscina, e l’allenamento dei bimbi (in questa stagione Vanessa ha seguito i pulcini del Villafranca e gli esordienti del Caselle, ndr) ho la possibilità di studiare solo a ridosso delle sessioni d’esame, ma quando arriva il momento faccio una vera full immersion sui libri: otto-nove ore al giorno, dalla mattina alla sera, incastrandole tra le varie cose».

Cosa volete fare da grandi?

S: «L’ingegnere biomedico. Vorrei progettare e realizzare protesi, principalmente per gli arti e per sostegno agli infortuni sportivi, e puntare sulle nuove tecnologie per l’assistenza medica. Inoltre, mi piacerebbe prendere il patentino e diventare un allenatore a tutti gli effetti. Salaorni tecnico della Fortitudo? Sarebbe un sogno».

V: «Sperando che la legge italiana cambi, desidero insegnare educazione motoria nella scuola primaria o sfruttare qualsiasi sfaccettatura di quella che sarà la mia figura professionale, insegnando tutto ciò che riguarda la salute e il movimento. In più sarebbe bello rimanere pure nel mondo del pallone, magari allenando a livello di scuola calcio».

L‘Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat) ha diffuso una serie di dati: l’Italia è penultima nell’UE per percentuale di laureati (26,2%) tra i 30 e i 34 anni.

S: «Di sicuro ci sono Stati, come Germania, Francia e Inghilterra, in cui l’università è meglio organizzata, ma essere il penultimo Paese dell’UE non fa piacere e non è un bel biglietto da visita. Da noi ci sono tante Facoltà di valore e tanti studenti però forse molti di loro sono scoraggiati dalla situazione precaria dei laureati e preferiscono buttarsi subito alla ricerca di un’occupazione. Oppure parecchi iniziano gli studi e poi mollano. L’università in Italia? Dà un’ottima preparazione ma per quanto riguarda strutture e organizzazione occorre crescere».

V: «Da noi la laurea è poco riconosciuta, in più probabilmente i giovani di oggi non hanno una grandissima voglia di studiare. In tanti decidono di andare direttamente a lavorare, invece di proseguire gli studi, oppure cominciano l’università ma appena trovano un’occupazione, che regala loro un minimo di indipendenza economica, la lasciano».

Francesca e Vanessa hanno però compiuto da poco 23 anni. Voi non avete perso tempo…

S: «Desideravo terminare la triennale senza finire fuori corso e mi sono impegnata al massimo per riuscirci. Se si desidera frequentare l’università è importante non perdere tempo: prendersi un anno sabbatico dopo la scuola, infatti, rischia di essere fatale. Sono sincera: pure io avevo pensato di fare una pausa ma poi ho capito che ricominciare e riabituarmi ai ritmi di studio sarebbe stato faticoso, così mi sono subito rimboccata le maniche».

V: «Lo sport è la mia passione, quindi terminate le superiori non ho avuto difficoltà a proseguire gli studi. E sono felice di essermi laureata in tre anni, appunto nei tempi prefissati. Adesso voglio completare la mia formazione alla magistrale e poi continuare a crescere fuori. Di imparare non si finisce mai».

L’Italia conta 32,5% di laureate e 19,9% di laureati. Le donne sono più brillanti negli studi?

S e V: «In generale le donne sono più portate e dedite allo studio, e magari hanno più voglia di applicarsi e di portare a termine ciò che hanno cominciato. In ogni caso, dipende da persona a persona: ci sono anche molti uomini bravissimi negli studi».

Solo il 53% dei laureati trova lavoro a tre anni dal titolo. È un aspetto che vi preoccupa?

S: «Non troppo. Nonostante la crisi e le numerose difficoltà, sono convinta che se una persona cerca un’occupazione con determinazione, può raggiungere l’obiettivo. Di sicuro, però, è più complesso trovare il lavoro che si desidera: per quello occorre avere pure un pizzico di fortuna e gli agganci giusti».

V: «Sì. Questo dato deve far riflettere. Quando ho iniziato l’università ero già consapevole che la mia laurea contasse fino ad un certo punto, ma ho preferito seguire il cuore. Tuttavia, sapere che in Italia abbiamo 200.000 laureati in Scienze Motorie, e che la maggior parte di loro fatica a trovare un lavoro stabile, dispiace molto».

Sempre più giovani laureati «scappano» dall’Italia. Avete mai pensato di andare all’estero?

S: «Al di là di un’esperienza di studio, no. Tuttavia sono consapevole che il mio ambito professionale richieda spostamenti costanti, visto che scoperte e innovazioni vengono in primis dall’estero. Pertanto, so che un giorno potrebbe capitarmi di viaggiare. Le lingue? L’inglese riesco a leggerlo e a capirlo, però non sono bravissima a parlarlo. Alle medie avevo studiato anche francese ma poi l’ho lasciato da parte».

V: «È un argomento su cui, a volte, mi sono confrontata con la mia famiglia e il mio fidanzato: all’estero lo sport è più apprezzato e considerato rispetto alla cultura italiana. Quindi sì, l’idea mi ha sfiora e, se potessi scegliere, andrei negli Stati Uniti. Le lingue? Con l’inglese me la cavo senza problemi».

Nel film «Laureata… e adesso?» Ryden (la protagonista), appena laureata non ottiene il lavoro tanto desiderato e si ritrova disoccupata. Se capitasse a voi, come vi comportereste?

S: «All’inizio ci rimarrei male. Studiare per anni e non vedere riconosciuto né il mio impegno né i miei sacrifici, mi dispiacerebbe un sacco. Dopodiché proverei a cimentarmi con un’altra occupazione, con la speranza che un giorno arrivi ciò che mi piace sul serio e a cui ambisco».

V: «Purtroppo sono già consapevole che potrei vivere pure io questa situazione. Farei di tutto per non essere un peso economico per i miei genitori, trovando un lavoro qualsiasi, e continuando nel frattempo a cercare una professione inerente ai miei studi».

Francesca e Vanessa, siete più brave sul campo o sui libri?

S: «Ho limiti e qualità in entrambi i mondi, pertanto dico 50 e 50. Lo spirito è lo stesso e sia all’università che nel calcio ho obiettivi precisi: studio per imparare e prendere bei voti, gioco per crescere e vincere».

V: «L’impegno è il medesimo, però forse riesco meglio sui libri (sorride, ndr). Calcio e università sono due attività che adoro alla stessa maniera, considerato che riguardano entrambe il movimento, e tento di integrarle con passione».

Nel calcio conta studiare?

S: «Ovviamente. Nel calcio non bisogna solo correre dietro ad un pallone, serve anche usare la testa. Nel mio caso, un difensore deve applicarsi molto, studiare la tattica, i movimenti dell’altra squadra e agire di conseguenza, l’elastico difensivo e come mettere in fuorigioco le avversarie. L’aspetto più complicato e trovare un equilibrio con le proprie compagne di reparto: se una di noi sbaglia, l’attaccante ha la possibilità di presentarsi davanti al portiere e segnare».

V: «Giro la frase: per andare bene a scuola conta fare sport. Questo è stato dimostrato scientificamente: i bambini che fin da piccoli praticano attività sportiva ottengono migliori risultati a scuola. Venturini portiere? Io gioco per di più d’istinto. A parer mio, più che studiare, un estremo difensore deve essere in grado di prevedere in anticipo la mossa dell’avversaria».

La stagione 2016/17 ha rappresentato la 14ª annata alla Fortitudo Mozzecane per Vanessa e la 13ª per Francesca. Pallone per una vita… e adesso?

V: «I punti di domanda sono diversi. Sicuramente in questi 14 anni la passione non è mai diminuita, anzi, è cresciuta. Se potessi giocherei a calcio per tutta la vita ma, prima di decidere cosa fare, dovrò valutare tanti fattori. A cominciare dagli impegni universitari».

S: «Desidero proseguire. La Fortitudo è diventata una seconda famiglia per me e se continuassi a difendere i colori gialloblù sarei contenta e fiera. Tuttavia, bisognerà tener conto del mio futuro negli studi: se andassi a Milano, dovrei trovare un compromesso tra università e calcio, che io giochi a Mozzecane o altrove; se invece avessi l’opportunità di frequentare il master negli Stati Uniti, militerei appunto nella squadra del college. Gli USA? Sarebbe un’esperienza unica e fantastica: entrerei a contatto con una realtà dove il calcio femminile è più sviluppato rispetto a quello maschile, in cui la metodologia di lavoro è differente e concentrata moltissimo sull’aspetto fisico, dove la cultura sportiva è più avanzata e gli impianti sono all’avanguardia».

Matteo Sambugaro

Foto di copertina e foto 3, 6 e 9 all’interno: Elisa Fasoli

Foto 2 all’interno: Graziano Zanetti Photography

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Beatrice Piovani “Perla” di bronzo: «Traguardo bello e inaspettato. Grazie a chi mi ha votato e a Bresciaoggi»

Beatrice Piovani “Perla” di bronzo: «Traguardo bello e inaspettato. Grazie a chi mi ha votato e a Bresciaoggi»

Beatrice Piovani «Perla» di bronzo. Dietro a Sara Gama d’argento e a Martina Rosucci d’oro. L’ultimo gradino del podio è tutto suo, vedere il proprio nome accanto alle campionesse del Brescia è un brivido continuo. L’attaccante della Fortitudo Mozzecane (di Ghedi), si è infatti posizionata terza nel concorso «Perla del Calcio» bresciano istituito dal quotidiano Bresciaoggi: giovedì 25 maggio, nell’auditorium del Vittoriale di Gardone Riviera, Beatrice ha ricevuto tra le mani la sua coppa e la pelle d’oca si è fatta sentire: «Sono davvero felice. Mai avrei pensato di trovarmi lassù nella classifica finale».

UN PICCOLO TRAGUARDO. L’emozione è forte. Bresciaoggi l’ha definita la sorpresa dell’edizione 2017. E lei, a 19 anni, risponde così: «Questo premio lo considero un piccolo traguardo, bello e gratificante: non credevo di raggiungere tale risultato alla mia prima apparizione e di essere una delle candidate più giovani. – confessa – Inizialmente non ci credevo molto, poi con il passare delle settimane vedevo il mio nome risalire man mano la graduatoria e alla fine mi sono trovata catapultata davanti. Nonostante si tratti di un gioco, mi fa piacere che Bresciaoggi dia spazio al calcio femminile, fornendo maggiore visibilità anche ad atlete che non partecipano al campionato di serie A o che non militano in squadre bresciane». Proprio come lei. Che veste i colori della Fortitudo in B da due stagioni. «Salire sul podio giocando in una formazione di una Provincia diversa è una soddisfazione in più – ammette Piovani -. Mi fa piacere che pure le ragazze bresciane siano tenute d’occhio, e in considerazione, pur facendo parte di un club fuori casa».

«UN ONORE ESSERE VICINO A CAMPIONESSE». Beatrice in mezzo alle grandi. Già, perché l’attaccante gialloblù è arrivata dietro a Rosucci e Gama, e davanti ad altri pezzi da novanta del Brescia quali Barbara Bonansea (quarta), Valentina Cernoia (settima) e Daniela Sabatino (tredicesima). «È un orgoglio leggere il mio nome accanto a campionesse di quel livello, campionesse che hanno vinto scudetti, che portano in alto i colori italiani in Champions League e che militano da anni Nazionale – sottolinea Piovani -. So che il mio curriculum non è paragonabile a quelli di Martina, Valentina, Daniela, Barbara e Sara, per questo è un onore essere arrivata terza. Tra l’altro, ho avuto la fortuna di giocare al Brescia con la maggior parte di loro (nel 2014/15, ndr): sono tutte belle persone, prima ancora che grandi calciatrici».

BEATRICE VINCITRICE PER I LETTORI. Per i lettori di Bresciaoggi la «Perla del Calcio» l’avrebbe vinta lei. Alla fine della votazione iniziale, riservata appunto alle preferenze di chi legge il quotidiano, Beatrice era infatti in testa alla classifica del concorso. «Il giorno prima della chiusura pensai: accadrà qualche stravolgimento, non può essere vero. Poi, quando è stato ufficializzato il risultato sono rimasta sorpresa ma tanto felice – spiega Piovani -. Avrei voluto ringraziare uno ad uno coloro che hanno scritto il mio nome sul tagliando e tutti i miei compaesani che si sono mobilitati alla ricerca dei giornali. Naturalmente sapevo che dopo la votazione conclusiva, affidata ai giornalisti, qualcosa sarebbe cambiato: il mio obiettivo era cercare di restare sul podio e così è successo». L’attaccante della Fortitudo strizza l’occhio alla vincitrice: «Fin dal principio ho pensato che questo premio se lo meritasse Martina Rosucci e mi fa piacere aver azzeccato il pronostico».

PRIMA CENTROCAMPISTA, POI ATTACCANTE. Un campionato 2016/17 diviso a metà: centrocampista nella prima parte, attaccante («il ruolo che sento mio») nella seconda. Piovani commenta la sua annata: il Mozzecane ha raccolto il settimo posto, lei ha disputato tutte e 26 le partite segnando tre gol. «Sono abbastanza contenta a livello personale: ho cambiato diverse posizioni e pian piano sono riuscita ad integrarmi – osserva Beatrice -. Avrei voluto togliermi qualche soddisfazione ulteriore, realizzando più reti, ma purtroppo ho anche colpito molti pali e traverse; speriamo di aver messi da parte i gol per la prossima stagione (sorride, ndr)».

Matteo Sambugaro

Foto 1 all’interno: Graziano Zanetti Photography

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