P7 – ARRIVEREMO!

P7 – ARRIVEREMO!

FORTITUDO MOZZECANE – CASTELDAZZANO =   0 – 3 (0-2, 0-3, 0-3)

Fortitudo:  Magalini (Leonora), Marini, Sala, Bertaiola, Guernelli,  Bonetto (Da Silva), Dal Molin All. Boni

Reti: –

Nonostante l’inserimento di qualche rinforzo causa assenze impreviste la Fortitudo non ha potuto fare di più contro il forte Casteldazzano. Nel primo tempo la squadra ha tenuto abbastanza bene, ma due tiri da lontano hanno messo il sigillo, nel secondo invece sono stati i regali e le indecisioni a fare la differenza, mentre nel terzo sono arrivate due autoreti; qualcosa di meglio per metà del quarto tempo. Il lavoro più importante da fare è sul piano della concentrazione (troppe ragazzine che si distraggono) e sull’affrontare le gare con uno spirito più garibaldino, più coraggioso, più intraprendente.

Pecchini, toccata e fuga: «L’Olanda mi ha cambiato. Felice di aver riabbracciato la mia Fortitudo»

Pecchini, toccata e fuga: «L’Olanda mi ha cambiato. Felice di aver riabbracciato la mia Fortitudo»

Toccata e fuga. Giusto per tagliare le cento presenze con la Fortitudo tra serie A2 e l’attuale B, e ripartire per l’Olanda. Dove la attende il tirocinio per la tesi in Neuroscienze cognitive. «Sì, è stata una volata. Breve ma intensa». Alessia Pecchini ha rifatto capolino a Mozzecane per ventinove giorni, in quel Mozzecane in cui ha iniziato a giocare a pallone e ha trascorso quattordici anni di vita sportiva. Il plurale lo usa disinvolta, nonostante i Paesi Bassi abbiano rappresentato la sua casa negli ultimi mesi e il campionato 2016/17 l’abbia solo assaggiato: «Abbiamo vinto con il Real Meda e pareggiato con l’Orobica: siamo sulla strada giusta». Perché del gruppo gialloblù lei si sente comunque parte. «Usare il noi è istintivo. Anche se sono stata, e sarò, distante, questa squadra è sempre mia e le partite le soffro e le gioco insieme alle compagne».

DI NUOVO A NIJMEGEN. La partenza è fissata per mercoledì 1 marzo. Il difensore, all’occorrenza centrocampista, di Villafranca tornerà alla volta di Nijmegen e della Radboud University dove, da metà agosto a fine gennaio, ha vissuto e frequentato il master del proprio corso di studi. «In un mese, a Mozzecane, ho cercato di concentrare tutto: lavorare per rientrare in Olanda con una tranquillità economica, senza pesare troppo sulla famiglia, terminare gli esami (Alessia frequenta l’Università di Padova, ndr), rivedere amici e parenti, e giocare di ancora con la Fortitudo, seppur per poco».

MOZZECANE, «RITORNO A CASA». Trentasette minuti in totale: 23 contro il Clarentia Trento, 14 contro l’Orobica. In febbraio, Pecchini ha riassaporato un vortice di emozioni gialloblù, «che tanto mi mancavano», scendendo in campo per dare una mano alla formazione di mister Fabiana Comin. «Una bellissima sensazione: mi è sembrato di stare nuovamente a casa e di non essere mai andata via – ammette il difensore -. Ho disputato pochi minuti, è vero, però ho dato l’anima, dal primo all’ultimo secondo, cercando di fornire il più possibile il mio contributo alla squadra. Per quanto in Olanda abbia militato in una formazione dagli stessi valori del Mozzecane (FC Kunde, ndr), che mi ha trattato benissimo e in cui spero di tornare a breve, rientrare nella società in cui sono stata per quattordici anni, al fianco delle compagne di sempre, è come aver riabbracciato la mia famiglia». E, volgendo lo sguardo già alla stagione 2017/18, quale sarà il futuro di Alessia? «A fine luglio sarò di nuovo in Italia, visto che desidero laurearmi in novembre. Pertanto parlerò con la Fortitudo e, se troveremo l’accordo giusto, l’avventura continuerà».

PECCHINI PART-TIMER. Ha fatto la part-timer, Pecchini. Cominciando la preparazione estiva con Francesca Salaorni e compagne, trascorrendo il Natale a casa e giocando l’amichevole di inizio gennaio contro il Brescia campione d’Italia in carica («un grande onore»), e riaggregandosi alla rosa gialloblù in febbraio. Prima di salutare ancora tutti e ripartire per l’Olanda. «Mi sento parte del gruppo, sebbene lo stia vivendo ad intermittenza – sottolinea Alessia -. Di sicuro, aver affrontato una settimana di preparazione in estate mi ha aiutato perché è in quella fase che una squadra mette le basi per amalgamarsi. In Olanda si gioca un calcio molto diverso, inoltre non è semplice farsi trovare pronte al momento giusto né riuscire ad entrare negli schemi e negli stili di allenamento del tecnico, però sono esperienze che ti permettono di crescere e ti rendono felice. Conoscere alla perfezione l’ambiente, ovviamente, ha rappresentato un vantaggio».

«FORTITUDO, PUOI FARE STRADA». Il giudizio della veterana è positivo. «La Fortitudo è una valida formazione e interessante». A pochi giorni dalla sua partenza, il difensore scaligero esprime il proprio parere sul club del presidente Giuseppe Boni, dopo averlo visto all’opera a più riprese: «Una compagine partita con un bel punto di domanda: quasi tutte le atlete sono giovanissime e molte di loro si confrontano con la serie B per la prima volta – spiega Pecchini -. L’allenatore, Fabiana Comin, costituisce invece una certezza grazie alla notevole esperienza maturata nel calcio femminile sia come portiere che come tecnico. I buoni propositivi, insomma, c’erano, la salvezza è stata ormai raggiunta e le ragazze stanno acquisendo una personalità, uno stile di gioco preciso e si sono incanalate nella direzione corretta per togliersi belle soddisfazioni. Il nono posto in classifica di oggi? Un po’ falso. Le carte in regola per arrivare più in alto, magari sotto le posizioni di vertice, ci sono».

«PERETTI TOP PLAYER, MARTANI HA QUALITÀ». Se le chiedi chi, tra le compagne, l’ha impressionata di più, non impiega tanto a rispondere: «Della vecchia guardia, considero Rachele Peretti una top player: ha una classe e una tecnica importanti, e anche quando gioca al 60% della forma, riesce a fare cose che per noi al 100% non sono possibili. Inoltre, mi è piaciuta parecchio Francesca Olivieri: le doti sono ottime e, con il tempo, ha acquisito in porta quella sicurezza e quella fiducia in se stessa che le mancavano. Tra i volti nuovi, invece, scelgo Alice Martani: ha ottime potenzialità e, ogni volta che riesce a metterle al servizio della squadra, può fornire un grande contributo in attacco».

CENTRO PRESENZE TRA A2 E B. Nella sua toccata e fuga di febbraio, Alessia ha tagliato un traguardo: domenica scorsa, contro l’Orobica, Pecchini ha raggiunto le cento presenze con la Fortitudo tra serie A2 e l’attuale B, ossia nel secondo livello più alto del calcio femminile italiano. «Sono tante partite, tante esperienze, tante emozioni, tante gioie e delusioni, e tante lezioni che ho imparato e vissuto – confessa lei -. Sono orgogliosa e soddisfatta di ciò che queste cento presenze hanno rappresentato e mi hanno insegnato: riconoscimenti del genere non li vedo come punti di arrivo, bensì di partenza». Una precisazione: se contiamo pure i match totalizzati in serie A, il difensore ha disputato in totale 129 incontri con la prima squadra gialloblù.

RACHELE, ZOE E FRANCESCA: AMICIZIE VERE. In Olanda era costantemente informata. I risultati del Mozzecane li voleva sapere ogni settimana. «Alla fine del primo tempo e alla fine delle gare, mia madre mi mandava i messaggi audio sul telefono per aggiornarmi, oppure parlavo con alcune mie compagne, con mio padre (Alessio, dirigente gialloblù, ndr) o con mister Comin per un parere più tecnico. E ho visto pure il derby tra Fimauto Valpolicella e Fortitudo in diretta grazie a Facebook». Così ha fatto, Alessia. Così farà. «La mia squadra la seguirò sempre, anche ora che torno in Olanda – racconta Pecchini -. Le compagne che sentivo spesso, e che continuerò a sentire, sono Rachele Peretti, Zoe Caneo e Francesca Salaorni: lo sport, oltre ad avermi permesso di vivere bei momenti in campo, mi ha regalato queste amicizie splendide. Noi tre abbiamo iniziato a giocare a Mozzecane insieme e siamo riuscite a coltivare un rapporto che va oltre il calcio. Tra l’altro, Rachele è venuta a trovarmi a Nijmegen, mentre Zoe e Francesca le aspetto in Olanda in primavera».

TERZINO AL KUNDE. Il pallone non l’hai mai abbandonato. Neppure nei Paesi Bassi, quando l’attenzione era principalmente rivolta allo studio. «Appena arrivata a metà agosto, mi ero accordata con l’Achilles ’29, formazione di Eredivisie (serie A olandese, ndr), ma presto l’ho lasciata perché era impossibile conciliare gli impegni universitari con i loro cinque allenamenti settimanali, più la gara di campionato. Inoltre, per raggiungere l’impianto sportivo dovevo fare mezz’ora di bicicletta». Alessia cambia allora squadra e si aggrega al Kunde FC, compagine universitaria di Nijmegen, militante nel campionato regionale di Terza divisione. «Mi sono trovata benissimo, ero il terzino destro titolare e abbiamo vinto il girone di andata – ricorda Pecchini -. Nonostante tale realtà fosse inferiore all’Achilles ’29, ho imparato tantissime cose e mi sento una calciatrice più matura rispetto a prima: l’avventura con il Kunde mi ha insegnato ad assumermi maggiori responsabilità e rischi. Adesso, mi auguro di riprendere a giocare con loro e a conquistare il titolo». Una curiosità: durante i test atletici svolti a Mozzecane in dicembre, le prestazioni del difensore di Villafranca sono risultate le migliori della rosa. «Non me l’aspettavo (sorride, ndr), ma ne sono stata felice: significa che avevo mantenuto un buon livello di forma. In Olanda il calcio è meno tecnico rispetto all’Italia, però è più fisico e agonistico».

OLANDA, ESAME DI VITA. L’Olanda l’ha arricchita e la arricchirà ancora. «Un vero e proprio esame di vita». L’esperienza a Nijmegen, da agosto a fine gennaio, ha cambiato Alessia nel profondo: «Non ero partita con grandi aspettative, perché non volevo rimanere delusa, invece sono cresciuta moltissimo come donna, sono tornata con amici da ogni parte del mondo e ho conosciuto persone fantastiche, le quali hanno una serenità e una tranquillità nell’affrontare le difficoltà da prendere ad esempio». E aggiunge: «Tutti i giorni erano un esame, e non solo per lo studio: abitavo, e abiterò, in un complesso universitario enorme, composto da oltre mille studenti, mi sono confrontata con ambienti e stili di vita differenti, in più ho seguito un corso di olandese che ora comprendo abbastanza bene. Ricordo, infatti, che durante gli ultimi allenamenti di dicembre, lo staff spiegava gli esercizi appunto in olandese e io capivo senza dover chiedere traduzioni. Essendo internazionale il master che sto facendo a Padova, insomma, un’esperienza all’estero la reputo una naturale prosecuzione del mio percorso».

SEMPRE IN BICI E SUI LIBRI. Di tempo libero ne aveva poco. In Olanda, Alessia trascorreva la maggior parte delle ore in biblioteca o comunque sui libri. «Ho imparato cosa sia la vera cultura del lavoro: là la gente non si ferma mai e i ritmi sono incessanti – osserva il difensore gialloblù -. Comunque, quando avevo un po’ di spazio per me, sono andata a visitare Amsterdam, Utrecht, Eindhoven, Maastricht e Anversa, quest’ultima in Belgio: le città sono strutturate in modo diverso rispetto all’Italia, e sono meno storiche ma più pulite delle nostre. Ognuna ha il suo perché, anche se la cittadina che mi è entrata nel cuore è Nijmegen». La caratteristica principale, che a Pecchini è rimasta più impressa, riguarda i mezzi di trasporto: «L’aspetto che balza subito agli occhi è il grande uso delle biciclette: in Olanda ci sono bici dappertutto, ti muovi principalmente così e c’è una notevole attenzione per il rispetto ambientale. I prossimi mesi? Sarò parecchio impegnata nella ricerca e a stare in laboratorio per il tirocinio, però spero di avere un po’ più di tempo libero da dedicare a visitare altri posti, imparare meglio l’olandese, giocare a calcio e a provare nuovi sport tipo boxe, ping pong e arrampicata».

Matteo Sambugaro

Foto: Graziano Zanetti Photography

Copyright © Tutti i diritti riservati

PRI: CHE FATICA

PRI: CHE FATICA

FORTITUDO MOZZECANE- U.S ISERA=2-1

Fortitudo Mozzecane: Perina, Rebecchi, Adami F., Bonfante, Malvezzi, Magalini (capitano), Menegazzi, Bottigliero S., Tinelli, Bottigliero A. (56 Zoetti), Scarcelli (55° Malaghini).

A disposizione: Valenza, Mazzi, Zoetti, Malaghini, Adami G., Zanini.

U.S Isera: Niosi, Casagranda, Ziliani, Planchestainer (capitato), Torboli, Maffei, Chemotti, Trevisan, Frisanco (72° Renadda), Bertolini, Bertucci.

A disposizione: Bisoffi, Tovazzi, Pedrotti, Renadda, Vianini.

Oggi la primavera della Fortitudo si scontra sul campo di casa contatto le ragazze dell’U.S Isera.

Buona la determinazione con cui le ragazze di casa scendono in campo tanto che, già dopo solo pochi minuti, riescono a creare un’azione da goal pericolosa. Le ragazze della Fortitudo non mollano e cercano di trovare il vantaggio che arriva in seguito ad un buono smarcamento in area di Tinelli che porta il risultato sull’ 1-0. Le avversarie cercano di rimediare allo svantaggio e mettono in difficoltà la difesa della Fortitudo con qualche palla alta e con un tiro che però colpisce la traversa. La Fortitudo, dopo essere partita in quarta, sembra in difficoltà nello creare azioni offensive particolarmente pericolose. Solo al 30° Tinelli prova a raddoppiare ma il tentativo fallisce grazie all’intervento del portiere. Sullo scadere del primo tempo le ragazze della Fortitudo hanno un altro paio di occasioni ma il risultato resta invariato. Il primo tempo termina sull’1-0.

Ottima ripresa della Fortitudo che dopo soli pochi minuti, grazie ad un calcio di punizione dritto in porta, Malvezzi porta la sua squadra a +2.

Calcio di punizione per le ragazze di Isera che, sfruttando della confusione in area, accorciano la distanza portando il risultato sul 2-1. La Fortitudo è costretta a stringere i denti perché deve terminare la partita in 10 a seguito di un espulsione. Gli ultimi minuti finali sono molto sofferti e le ragazze di casa faticano a giocare e le avversarie rischiano di pareggiare allo scadere dei 3 minuti di recupero. La partita termina con il risultato di 2-1 ma il raggiungimento del traguardo è stato molto faticoso.

Valentina Bindella

Un punto a testa. Fortitudo Mozzecane e Orobica combattono a viso aperto

Un punto a testa. Fortitudo Mozzecane e Orobica combattono a viso aperto

Un punto a testa. Nonostante 95 minuti di intensità e duelli all’ultimo contrasto. Fortitudo Mozzecane e Orobica si sfidano a viso aperto a San Zeno di Mozzecane (otto tiri tentati da una parte e dall’altra), provando entrambe a conquistare il successo fino alla fine. L’1-1 conclusivo, va detto, non accontenta la voglia di vincere di nessuna delle due contendenti ma dimostra alla formazione di Comin che le potenzialità gialloblù sono superiori all’ottavo posto in classifica (a pari merito con l’Azalee) di oggi.

L’allenatore di casa, orfana di Dal Molin infortunata, inventa Caneo mezz’ala destra e conferma Piovani al centro del tridente d’attacco. Inoltre, c’è da registrare la seconda presenza consecutiva da titolare come vertice basso del centrocampo a tre per Signori, recuperata appieno dopo la rottura del legamento crociato del ginocchio che l’aveva tenuta ai box per un anno.

La gara inizia e, dopo dieci minuti di studio, è la Fortitudo a provarci: al 12’ Peretti calcia da fuori area, il tiro è centrale e Salvi non ha problemi a bloccare la sfera.

Dall’altra parte, invece, l’Orobica è letale alla prima occasione: al 15’ Asperti batte un angolo destra, Olivieri sbaglia l’uscita e, sul secondo palo, Vavassori coglie impreparata la difesa appoggiando in rete lo 0-1.

Il Mozzecane incassa il colpo e le bergamasche tentano di nuovo l’affondo: al 18’ il sinistro a giro di Asperti su punizione dal limite termina alto.

Con il passare dei minuti, però, le padrone di casa alzano il baricentro e guadagnano campo, sfiorando il pareggio in un paio di circostanze: al 29’ il destro di Piovani da fuori finisce di poco a lato, al 31’ la conclusione di De Vincenzi dentro l’area non centra la porta; le gialloblù continuano a spingere e trovano l’1-1 al 33’: Welbeck crossa un pallone insidioso dalla sinistra, Salvi tocca la sfera che finisce sulla traversa, sulla ribattuta De Vincenzi è lì appostata e insacca (una curiosità: due delle sei reti messe a segno da Chiara in B sono arrivate contro le bergamasche).

La partita è combattuta, molto combattuta. Fortitudo e Orobica lottano su ogni pallone. E le chance per il vantaggio capitano sui piedi di entrambe: tra il 38’ e il 42’ ci provano le ospiti, prima con il sinistro dal limite di Merli (Cristina) e poi con il tiro al volo, dentro l’area, di Fodri su traversone sempre di Merli; al 43’, al contrario, è il turno del Mozzecane: Piovani riceve palla da De Vincenzi, si gira e calcia dalla distanza colpendo il palo.

La seconda frazione comincia sotto il segno dell’Orobica, grazie anche all’ingresso di Merli (Luana), autrice di due dei tre gol che condannarono le gialloblù al k.o. nella gara di andata (3-0): al 12’ Zamboni batte in area una rimessa laterale dalla sinistra, Cristina Merli non aggancia il pallone che arriva alla neoentrata Milesi (Giorgia), tutta sola, la quale si fa respingere il tentativo di tiro da Olivieri, mentre al 18’ Luana Merli viene lanciata in profondità ma Olivieri è ancora bravissima a respingere la conclusione dell’attaccante.

Al 24’, poi, sono da segnalare le proteste bergamasche per il contatto in area gialloblù tra Fasoli e Zamboni, non punito dall’arbitro. Come, qualche minuto prima, erano state le padrone di casa a lamentare un non fischio su un contatto al limite dell’area ospite ai danni di Piovani.

La sfida è aperta. Le due formazioni tentano continuamente di superarsi e, al 29’, è di nuovo l’Orobica a sfiorare il vantaggio: il pallonetto di Luana Merli scavalca Olivieri, però Welbeck riesce a salvare la sfera sulla linea di porta.

Comin, allora, inserisce forze fresche, facendo entrare Sossella per Fasoli in difesa, Pecchini al posto di Signori al centro del campo e Rasetti per De Vincenzi sulla fascia destra. Un’altra curiosità: Pecchini raggiunge così le 100 presenze con la Fortitudo Mozzecane tra serie A2 e l’attuale B.

Salaorni e compagne riacquistano terreno e le ultime due chance del match sono di marca gialloblù: al 36’ Martani viene servita sulla fascia, rientra sul destro e tira in porta dal limite (traiettoria centrale, para Salvi), al 46’ ci prova Caneo dai venti metri ma la sua conclusione è «sporcata» da un difensore e termina tra le braccia di Salvi. L’incontro finisce 1-1 e la Fortitudo mette a referto l’ottavo pareggio del proprio campionato.

Matteo Sambugaro

Foto: Graziano Zanetti Fotography

Copyright © Tutti i diritti riservati

 

TABELLINO:

FORTITUDO MOZZECANE-OROBICA 1-1

Fortitudo Mozzecane: Olivieri, Fasoli (32’ st Sossella), Welbeck, Salaorni, Caliari, Peretti, Piovani, Martani, Caneo, De Vincenzi (42’ st Rasetti), Signori (35’ st Pecchini). All: Comin

Orobica: Salvi, Milesi M. (10’ st Merli L.), Gaspari, Fodri, Vavassori, Asperti, Brasi, Merli C., Viscardi (8’ st Milesi G.), Parsani, Zamboni (32’ st Poeta). All: Marini

Arbitro: Villa di Rimini. Assistenti: Guzzetti e Marcomini di Verona.

Reti: 15’ pt Vavassori (O), 33’ pt De Vincenzi (FM)

Note: ammonite Parsani (O) e Peretti (FM). Recuperi: 1+4

P7 – UN PO’ MEGLIO!

MOZZECANE – FORTITUDO MOZZECANE =   3 – 0 (2-0, 1-0, 2-1)

Fortitudo:  Leonora (Magalini), Bertaiola, Giovannini (Da Silva), Magalini, Bonetto (Zampini),  Venturelli, Dal Molin All. Boni

Reti: Venturelli

Il derby contro i cugini del Mozzecane si conclude col punteggio a favore dei locali, ma qualcosa di più si poteva tirar fuori da questa partita; il primo tempo è stato quello meno in discussione, ma nel secondo parate e salvataggi sulla linea da una parte ed un gollonzo dall’altra hanno fatto pendere la bilancia dalla parte sbagliata; nel terzo tempo in doppio svantaggio causato da due goals rocamboleschi c’è stato un ritorno delle nostre ragazzine che dopo la prima rete stagionale hanno sfiorato anche il pareggio. Passo dopo passo possiamo far bene!!