Zoe in gol sulle note della Pausini: «Esuberante come Laura. E le sue canzoni mi danno la carica»

Zoe in gol sulle note della Pausini: «Esuberante come Laura. E le sue canzoni mi danno la carica»

Prima di ogni partita, la colonna sonora è sempre la stessa. O meglio, l’artista selezionata è sempre lei. «Ascoltare una canzone di Laura Pausini è d’obbligo». Cuffiette nelle orecchie, musica a tutto volume sul cellulare. E una carica che arriva direttamente dalle note «del mio idolo». Per Zoe Caneo è un rito, un appuntamento irrinunciabile. Perché l’ammirazione per la cantante romagnola non ha limiti. «Mi rivedo caratterialmente in Laura: anche io sono esuberante, istintiva e spontanea». L’attaccante della Fortitudo Mozzecane racconta la sua passione musicale pe la Pausini, a braccetto con l’amore per il pallone: «Quando segno mi piace condividere la mia gioia con i tifosi, come lei coinvolge i suoi fan durante i concerti».
Caneo, perché si è appassionata alla cantante romagnola?
«Innanzitutto, prima dell’artista apprezzo la persona: è umile, mi piace come si approccia alla gente e condivido molti principi che evidenzia nelle canzoni. Nell’album Simili, per esempio, sostiene che tutti, uomini e donne, hanno il diritto di sentirsi vivi, non devono essere allontanati né discriminati e devono poter esprimere la propria personalità appieno. Dopodiché, la adoro come cantante: è bravissima e, nonostante tanti critici sostengano che i suoi pezzi siano solo tristi, a me trasmette una forza pazzesca».
In che modo l’ha scoperta?
«Quando avevo otto anni, mia mamma sentiva spesso i cd a casa e così me ne sono innamorata sempre di più: è stato amore a prima vista, anzi, a primo ascolto. Mi ricordo che, una volta, alle elementari, la maestra ci aveva chiesto di portare un disco a testa per ascoltarlo insieme durante il rientro del pomeriggio: io scelsi proprio un cd della Pausini, precisamente Resta in ascolto».
La canzone a cui è più affezionata?
«La geografia del mio cammino. Il testo fa riflettere e permette di ritrovare se stessi e rimettersi sulla giusta strada. Insomma, se dovessi perdere la bussola, so che questo brano mi aiuterebbe parecchio».
Quanti cd ha a casa?
«Tutti, naturalmente. Alcuni li ho in camera, altri in salotto vicino alla televisione. E tre li tengo in auto: Simili, Laura Xmas e 20 – The Greatest Hits».
Il disco preferito?
«Simili, senza dubbio. Mi fa tornare in mente tanti momenti belli che ho passato l’anno scorso, sia nel calcio che nella vita privata. Da quando l’ho comprato non l’ho mai tolto dalla macchina e lo ascolto in continuazione. Sono sincera: anche gli altri cd sono stupendi, ma probabilmente avendo oggi vent’anni riesco ad apprezzare il significato delle canzoni in modo più completo e consapevole».
A quanti concerti è andata?
«Quattro: due volte a Milano, nel 2011 al Mediolanum Forum e l’estate scorsa allo stadio Giuseppe Meazza, e due volte a Verona in Arena nel 2012 e nel 2013. Le emozioni che provi lì, durante un suo concerto, sono indescrivibili e difficili da dimenticare: ballo, canto, urlo e non riesco a stare ferma. Nel 2013 io e una mia amica eravamo sedute vicino al palco e abbiamo alzato uno striscione chiedendole di scattare un selfie con noi: Laura ci guardò e sorrise, senza però avvicinarsi. Peccato, ma va bene così».
Ha vissuto momenti particolari che associa a brani della Pausini?
«Uno su tutti: il mio diciottesimo compleanno. Alcuni amici e alcune amiche mi portarono a Verona, in piazza Bra, mi tolsero benda dagli occhi e aprirono uno striscione personalizzato con scritto La geografia del tuo cammino. Fu un regalo fantastico che rese ancora più speciale quel compleanno. Non me lo aspettavo proprio».
Le note di Laura prima delle gare sono ormai una tradizione.
«Infatti. Quando giochiamo tra le mura amiche le ascolto a casa finché mi preparo, mentre se siamo in trasferta le sento dopo pranzo sul pullman, nel tragitto tra il ristorante e il campo».
Quali brani ha nella playlist?
«Di recente, ascolto principalmente Lato destro del cuore: l’avevo sentita in occasione della partita contro l’Unterland Damen e portò fortuna perché abbiamo conquistato il primo successo in campionato (0-3, ndr). Da lì, è diventata la canzone fissa».
La Fortitudo Mozzecane esce sconfitta: cosa sceglie?
«Il mio sbaglio più grande. Se perdi vuol dire che hai commesso qualche errore di troppo».
E in caso di vittoria?
«Ho creduto a me. Quando ottieni i tre punti, significa che la squadra ha creduto nei propri mezzi e ha remato dalla stessa parte con determinazione».
Zoe come canta?
«Preferisco che giudichino gli altri (ride, ndr). In ogni caso, io amo cantare e canticchiare: lo faccio a casa, in auto e con le amiche. Cantare mi aiuta a scaricare la tensione. I brani di Laura? Ne conosco parecchi a memoria: il primo che ho imparato è Resta in ascolto ma quello che so meglio è, chiaramente, La geografia del mio cammino».
La Pausini ha sempre dichiarato di essere molto legata ai propri fan. Il loro affetto, come per lei l’incitamento del pubblico, quanto è importante?
«È fondamentale e fa la differenza, sia nel bene che nel male: se il tifo è positivo ti aiuta a livello mentale, ti sprona a dare di più e ti regala motivazioni notevoli; se invece è negativo ti demoralizza e, di conseguenza, ti penalizza».
E se le capitasse di incontrare Laura?
«Sarebbe davvero bello e indimenticabile: mi emozionerei e scatterei un sacco di foto con lei. Purtroppo, finora non mi si è presentata l’occasione buona ma, un giorno, spero di conoscerla di persona».
I testi dei brani offrono spunti: il suo «sbaglio più grande»?
«Nel calcio ce ne sono stati alcuni: non ho sfruttato a dovere certe occasioni importanti, sebbene mi abbiano riempito di orgoglio. Allora ero immatura e non ho dimostrato la mentalità giusta: se quelle chance arrivassero ora, mi comporterei in maniera differente e non le butterei via».
Predilige «la solitudine» o la compagnia?
«Stare in compagnia. Fin da piccola sono sempre stata socievole e abituata a trovarmi in mezzo alla gente, in particolare a persone più grandi, e ad avere qualcosa da fare. Comunque, confesso che a volte ho bisogno di un po’ di tempo per me, per staccare la spina e riflettere».
Dove conduce «la geografia del suo (sarebbe “mio”, ndr) cammino»?
«Mi auguro di realizzare il mio sogno: lavorare a contatto con i bambini in un asilo nido, e nello sport, e aprire uno studio di psicomotricità, operando in equipe con altri professionisti. Per quanto riguarda il calcio, invece, spero di migliorare, crescere e togliermi belle soddisfazioni».
«Quando l’amicizia ti attraversa il cuore, lascia un’emozione, che non se ne va». Crede nell’amicizia?
«Sì, però occorre prestare attenzione: ad un certo punto, le persone possono guardare più ai propri interessi che al bene di entrambi. Amicizia non vuol dire sentirsi e vedersi ogni giorno, bensì esserci l’uno per l’altro: in passato ho ricevuto un po’ di delusioni, ma ho amicizie vere e desidero tenermele strette. Inoltre, credo fortemente nell’amicizia tra ragazzo e ragazza e tra uomo e donna».
«Ci sono giorni in cui la vita è piena di perché. La speranza fa fatica a risolvere i tuoi se»: il titolo è «Il coraggio che non c’è». Lei ne ha?
«Parecchio. Sono molto coraggiosa e indipendente: le nuove avventure, le nuove sfide e le nuove strade non mi spaventano. E, anche se all’inizio magari sono titubante, ci metto poco per lasciarmi andare. Per esempio, cominciare a giocare a pallone a quattro anni, da sola in mezzo a tutti maschi, non è un’esperienza semplice, però io non mi sono mai fatta problemi».
«Le cose che non mi aspetto»: ecco, quali sono le cose che lei non si aspetta?
«Venire tradita e trattata male da chi mi è vicino. Cerco di farmi rispettare e vedere il lato buono degli altri, ma sono tanto buona e a volte mi faccio mettere i piedi in testa. Pertanto, non mi aspetto che le persone mi voltino le spalle e, quando accade, soffro molto».
«Ascolta il tuo cuore». Caneo lo segue?
«Sempre e comunque. Questa è la mia filosofia e arma principale. Do retta più al mio istinto che alla mia testa, sia nella vita che in campo».
«La vita sai è un filo in equilibrio, e prima o poi ci ritroviamo distanti davanti a un bivio». Le è capitato?
«No. Non sono mai stata di fronte a crocevia particolari, perché in ogni occasione seguo appunto ciò che sento. Le sensazioni a pelle le considero importanti e, nel limite del possibile, quello che voglio fare lo faccio: in tal modo è difficile trovarsi davanti a un bivio».
«Ho creduto a me»: Zoe crede in se stessa?
«Non sempre. È una pecca che mi piacerebbe correggere. Non mi sento insicura, però vorrei essere più sicura dei miei mezzi, in particolare nel calcio».
«Non ci sono istruzioni per l’uso della vita, ognuno ha la sua matita». Si rivede in questa frase?
«Sì. Tutti abbiamo la nostra storia, una storia che ci creiamo da soli. Ognuno disegna il proprio cammino, le proprie passioni, le proprie soddisfazioni e i propri problemi».
«Oggi, potere e volere». I due verbi sono sinonimi?
«Vanno d’accordo, ne sono convinta. Non bisogna fermarsi davanti alle difficoltà e agli ostacoli: se desideri qualcosa devi impegnarti al massimo per ottenerla. Io sono così».
«Una vita sola non può bastare per dimenticare una storia che vale». Vero o falso?
«Vero, nel bene e nel male. Io sono una ragazza che porta tanto rancore, quindi, quando vengo tradita, fatico a scordare quel torto. Le vie di mezzo non mi piacciono, sono selettiva e per me le cose sono bianche o nere. In generale, comunque, un rapporto importante non si può togliere dalla mente né dal cuore».
Laura ai microfoni di R101 nel 2013: «La musica è la mia compagna e la mia ragione di vita. Per questo ho deciso di fare la cantante». Come per Zoe il pallone.
«Esatto. Ho dedicato e dedico parecchio tempo al calcio, il quale è appunto il mio compagno di vita da quando avevo quattro anni. Il pallone viene al primo posto, senza di lui mi sento persa: sarei sempre in campo a giocare o ad allenarmi, anche perché praticare questo sport mi permette di tornare bambina».
«Grazie ai valori trasmessi dalla famiglia, puoi diventare una persona speciale» disse la Pausini durante la presentazione dell’album 20 – The Greatest Hits. I genitori l’hanno sostenuta nel calcio?
«Certo, e mi ritengo fortunata. La famiglia mi ha sempre lasciato seguire la mia passione, appoggiandomi al 100%, mi ha aiutata, seguita dovunque, ed è stata la prima a credere in me. Mio padre e mia madre vengono a vedere le partite quando possono, sia in casa che in trasferta, e mi dimostrano affetto ogni giorno: li ringrazio di cuore, perché non mi fanno mai mancare nulla. Non a caso, mi sono tatuata i loro nomi dietro ai gomiti: Federica sulla destra, Vittorio sulla sinistra. L’amore che provo per i miei genitori, infatti, è davvero incancellabile, giusto per citare un’altra canzone di Laura».
La Pausini è una grande tifosa del Milan. Lei, però, è interista…
«Peccato (sorride, ndr), ma non mi interessa molto. Se fosse stata juventina sarebbe stato peggio. A proposito: la scorsa estate, quando sono andata al suo concerto a Milano, sono entrata allo stadio Meazza per la prima volta ed è stata un’emozione incredibile. Un giorno tornerò per assistere a una partita, magari proprio a un derby Inter-Milan».
La sua colonna sonora personale e quella della Fortitudo Mozzecane?
«Per quanto riguarda me stessa, scelgo il brano Innamorata, visto che sono innamorata e orgogliosa della mia vita e della mia famiglia. Per la Fortitudo Mozzecane, invece, opto per Benvenuto, perché racchiude il sentimento che tutte proviamo per i colori gialloblù: d’altronde, come recita la canzone, Benvenuto a chi sorride, a chi lancia sfide, a chi scambia i suoi consigli con i tuoi; benvenuto ad un artista, alla sua passione. Noi siamo le artiste, il calcio è la nostra passione».
Matteo Sambugaro
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Martani, voglia di crescere: «Brescia il trampolino di lancio, Fortitudo Mozzecane la giusta chance»

Martani, voglia di crescere: «Brescia il trampolino di lancio, Fortitudo Mozzecane la giusta chance»

Capisci subito da dove arriva. Sentendola parlare, guardandola negli occhi. Perché la mentalità è di chi ha imparato a vincere in fretta. Il Brescia le ha insegnato a stare ad alti, altissimi livelli, «è stato un trampolino di lancio, il club che mi ha dato le basi per iniziare la mia strada», la Fortitudo Mozzecane rappresenta il suo presente e la sua sfida, «l’occasione giusta, la società che mi sta fornendo la possibilità di mettermi in mostra e dimostrare ciò che valgo». Alice Martani è timida (almeno all’apparenza) ma sa quello che vuole, nonostante abbia solo vent’anni. «Desideravo cominciare a camminare con le mie gambe, per questo ho lasciato il Brescia: cambiare squadra, vita, e aprirmi a una nuova realtà, per di più in una Provincia diversa, è stato molto difficile, però sono contenta di questa scelta. Allenarsi al fianco di tante campionesse è istruttivo e un onore, ma credo che per crescere occorra giocare con continuità. Scendere in campo regolarmente trasmette infatti maggiori stimoli e ti fa essere soddisfatta appieno di te stessa».
LA FORTITUDO DELLE GIOVANI. La Fortitudo Mozzecane l’ha accolta a braccia aperte l’estate scorsa. L’attaccante bresciana (di Offlaga), dopo aver trascorso il 2015/16 alla corte di Milena Bertolini e del Brescia delle grandi, si è tuffata nell’avventura gialloblù con entusiasmo, promettendo gol e impegno. E trovarsi in mezzo a una formazione giovanissima l’ha motivata ancora di più. «È bello giocare insieme a coetanee o quasi, anche se l’esperienza di calciatrici più mature, come Rachele Peretti nel nostro caso, è indispensabile sia in campo che nello spogliatoio – conferma Alice -. La società è seria, la squadra mi piace e ha ampi margini di miglioramento. La volontà della dirigenza di crescere e di puntare su atlete giovani è proprio una delle ragioni che mi ha spinto ad accettare tale sfida: darò il massimo per ripagare la fiducia che c’è nei miei confronti».
UN GRAZIE A WELBECK E A PIOVANI. A Mozzecane, Martani ha ritrovato due vecchie conoscenze: Nana Welbeck e Beatrice Piovani, ex compagne nella Primavera del Brescia nelle stagioni 2013/14 e 2014/15, e in maglia gialloblù dalla passata annata. «Anzi, sono state loro a parlarmi bene della Fortitudo, ad incuriosirmi e a convincermi a venire – rivela l’attaccante -. Sono felice di essere di nuovo in squadra con Beatrice e Nana: abbiamo condiviso tante emozioni, vincendo un campionato regionale Primavera, conquistando il trofeo Arco di Trento e raggiungendo la semifinale nazionale Primavera (tutto nel 2014/15, ndr). Entrambe sono un punto di riferimento, mi sostengono quando ho qualche dubbio o quando le cose non vanno nel verso giusto e mi hanno aiutato ad integrarmi nel gruppo». Non solo: essendo bresciane, Martani, Piovani e Welbeck arrivano agli allenamenti insieme: Ci siamo organizzate: una settimana prendiamo la mia auto, quella successiva tocca a Beatrice – racconta Alice -. Impieghiamo un’ora e mezza ad andare al campo e questo, lo riconosco, è un grande sacrificio. Ma la passione per il calcio ha il sopravvento».
«SONO PERFEZIONISTA, VOGLIO DARE DI PIÙ». Quattro gol e un assist. Lo score dell’attaccante gialloblù alla sosta natalizia, dopo dieci giornate di campionato, recita così. Martani ha disputato nove incontri e ha segnato contro l’Azalee, l’Unterland Damen, la Pro San Bonifacio e, domenica scorsa, contro la Riozzese. «Sono una perfezionista e non sono del tutto soddisfatta – commenta lei -. Voglio dare di più perché so di poter giocare meglio: purtroppo, spesso faccio fatica ad adattarmi ai cambiamenti e qui devo ancora ambientarmi alla perfezione a livello di meccanismi tattici. Non sono ancora al top, però mi sto impegnando parecchio e sto crescendo di settimana in settimana. La migliore gara? Con l’Unterland Damen: è l’unico match in cui, finora, mi sono sentita me stessa fino in fondo e dove ho mostrato il mio vero valore. Tra l’altro, a Cortina sulla Strada del Vino ho realizzato il gol più bello dei quattro».
LA PIÙ SOSTITUITA. Alice è la calciatrice gialloblù ad essere stata sostituita il maggior numero di volte: otto. «Evidentemente, al momento non riesco a fornire la continuità che desidera mister Fabiana Comin: dopo aver trascorso l’ultima stagione quasi sempre in panchina, credo sia naturale che mi manchi il ritmo partita. Inoltre, mi accorgo di essere, in certe circostanze, insicura e timida in campo e questi fattori di sicuro incidono: in diverse occasioni per paura di strafare, mi tiro un attimo indietro. Invece dovrei osare di più». In ogni caso, Martani ha iniziato da titolare otto delle nove sfide disputate. «Mi fa davvero piacere. Ringrazio l’allenatore per avermi ridato la fiducia nei miei mezzi che avevo un po’ perso. Il match in cui mi sono piaciuta meno? Contro la Riozzese».
«RIOZZESE, IL GOL MI RICORDA BONANSEA». Una curiosità: il suo tiro-cross vincente dalla fascia destra di domenica scorsa, che ha aperto la strada verso il successo gialloblù (0-2) proprio sul club rosanero, offre uno spunto per un fare un parallelo «bresciano»: «Il mio gol mi ha ricordato una rete realizzata da Barbara Bonansea contro il Pordenone (nel 2014/15, ndr): stessa posizione, stessa dinamica, stesso risultato di 0-1». In quella gara, lo precisiamo, Alice giocò tutta la ripresa contribuendo alla vittoria biancoblù (0-6).
DEBUTTO IN B DA PROTAGONISTA. Il debutto in serie B, a 20 anni e 99 giorni, l’ha resa orgogliosa. E non potrebbe essere altrimenti. Domenica 2 ottobre: Martani mette a referto un gol e un assist nel 4-4 contro l’Azalee nella partita inaugurale di campionato, lasciando subito il segno. «Ero davvero emozionata – confessa -. Affrontavo il primo incontro con una maglia nuova, davanti al pubblico amico, e volevo comportarmi bene. In più, non ero abituata da tempo a partire titolare e avevo un po’ di paura. Sono contenta di quella prestazione: credo abbia rappresentato un buon biglietto da visita».
VIENI DAL BRESCIA? C’È PIÙ PRESSIONE. Il suo recente passato pesa. Inutile nasconderselo. Perché arrivare dalla formazione capace nel 2015/16 di portarsi a casa scudetto, Coppa Italia e Supercoppa italiana, e giungere fino ai quarti di finale di Champions League, scatena la curiosità e i giudizi di molti. «È vero, mi sento spesso gli occhi puntati addosso: anche se ho giocato poco con il Brescia, ho fatto comunque parte di una squadra importantissima e la gente si aspetta sempre qualcosa in più da me – ammette l’attaccante -. Questo mi carica ma, al contempo, mi mette pressione. Tuttavia, cerco di scendere in campo tranquilla e di dare l’anima ogni volta». Tra le undici atlete under 20 gialloblù, infatti, Alice è la calciatrice ad aver totalizzato il maggior numero di presenze (5) e di minuti (111) in serie A: «Allenarmi con grandi campionesse mi ha permesso, a Brescia, di accumulare un po’ di esperienza e tanti consigli utili, in particolare dal punto di vista tattico. So di essere osservata con occhi più critici e voglio aiutare la Fortitudo ad arrivare il più in alto possibile».
«HO SCELTO IL 9 PERCHÉ MI STIMOLA». Sulle spalle ha un numero affascinante quanto esigente. Martani ha deciso di indossare il 9, proprio quel 9 vestito nelle ultime due stagioni al Mozzecane da Rossella Cavallini (ora alla Pro San Bonifacio), che tanti gol ha siglato per i colori gialloblù. «Ho scelto questa maglia come stimolo: mi piace essere spronata e, mentre gioco, il 9 mi ricorda sempre di dover dare di più, di lottare, di fare sacrifici e di non mollare mai – precisa Alice -. È il primo anno che ho tale numero in modo fisso e desidero onorarlo al meglio». Anche perché, ora, l’attaccante non è più una riserva, come a Brescia, ma si sta ritagliando un ruolo di rilievo. «È sì più difficile però preferisco la posizione che ho oggi. Mi fa piacere sentirmi totalmente parte di un progetto».
IL BRESCIA DELLE GRANDI. Quarantasette incontri e quarantuno reti con la Primavera del Brescia dal 2013 al 2015. Poi, nella passata stagione, il salto in pianta stabile in prima squadra. Martani ha collezionato cinque presenze in serie A (due nel 2014/15 e tre nel 2015/16) e un’apparizione in panchina allo stadio Rigamonti per Brescia-Fortuna Hjørring, assaporando seppur da fuori l’atmosfera degli ottavi di Champions League. «Ho imparato parecchie cose osservando in azione attaccanti di grande spessore come Cristiana Girelli, Daniela Sabatino, Barbara Bonansea e Stefania Tarenzi: guardandole, tentavo di apprendere i movimenti utili, la maniera giusta di comportarsi davanti al portiere e la cattiveria agonistica. Ed è stato un onore allenarmi e giocare con loro: ringrazio la società per avermi fatto crescere e avermi permesso di conoscere il calcio di alto livello – spiega Alice -. Lo spogliatoio di una formazione di vertice? Ci sono le occasioni per scherzare e i momenti dove bisogna essere serie e determinate. La concentrazione è massima e l’intensità del lavoro pure. Inoltre, grazie anche all’esperienza internazionale, le atlete acquisiscono una mentalità vincente e una fame di successi incredibile, e ogni ragazza è stimolata ad impegnarsi sempre di più. La Champions League? È l’apice del calcio europeo: vivere quelle emozioni, nonostante io le abbia provate dalla panchina, è stato da brividi e indimenticabile».
COMIN E BERTOLINI. Milena Bertolini a Brescia, Fabiana Comin a Mozzecane. Due personalità a confronto, «due filosofie di lavoro differenti ma entrambe propositive e improntate all’attacco». Martani racconta il tecnico del passato e l’allenatore del presente: «Milena è più riflessiva, silenziosa e puntigliosa, Fabiana invece è più istintiva, esuberante e ha dalla sua parte la grande esperienza nazionale e internazionale maturata da calciatrice. Tutte e due, però, sono preparate e attentissime alla tattica, sanno caricare ed incitare le proprie giocatrici e, quando sbagli, non ti fanno pesare troppo un errore. Anzi, ti spronano a migliorare».
LA TRIPLETTA A COMIN NEL 2014. Alice e mister Comin si erano già incrociate un paio di anni fa. Ma da avversarie. Nel dicembre del 2014, infatti, le due si trovarono di fronte in un’amichevole: una guidava l’attacco del Brescia Primavera, l’altra era l’allenatore della Primavera dell’Agsm Verona. Risultato: tripletta di Martani e vittoria per 0-3 del Brescia. «Mi ricordo molto bene quella gara: era un periodo no per me e i tre i gol di allora furono una vera liberazione, oltretutto segnati a una delle formazioni Primavera migliori d’Italia» sottolinea Alice. E se Martani avesse fatto colpo lì sul suo attuale tecnico? «Non lo so – sorride lei -. Di sicuro avevo mostrato le mie qualità e, magari sì, le avevo fatto una buona impressione».
CERNOIA IL MODELLO, MELE L’AMICA. Al Brescia, l’attaccante gialloblù, aveva un modello: Valentina Cernoia, «un capitano con c maiuscola e un esempio di grinta, di classe e di impegno». «Sapevo chi fosse Valentina già prima di arrivare in maglia biancoblù – rammenta Martani -. Qualche stagione fa militavamo entrambe nel Manerbio: lei aveva 16 anni e faceva parte della prima squadra, mentre io avevo 11 anni ed nel settore giovanile. Ogni tanto andavo a seguire le sue partite e poi ci vedevamo alle cene organizzate dalla società. Dopodiché, ci siamo ritrovate al Brescia, ci siamo conosciute meglio e Cernoia è diventata un riferimento». Delle compagne bresciane, Alice è rimasta in contatto principalmente con Elisa Mele: «È la ragazza a cui ero più legata, visto che abbiamo giocato insieme sia in Primavera che in prima squadra. Con Elisa è nata una bella amicizia».
SERIE A IERI, SERIE B OGGI. La serie A l’ha assaggiata ieri, la serie B la sta scoprendo oggi. «Disputare la massima categoria è un orgoglio: hai la possibilità di confrontarti con le calciatrici italiane più brave e crescere da tutti i punti di vista. Non solo: aver debuttato a diciotto anni e aver vestito i colori della formazione migliore d’Italia sono soddisfazioni immense che mi porterò sempre dentro. La serie B? Un campionato diverso, meno preparato tatticamente e tecnicamente rispetto alla A ma con avversarie agguerrite, toste e determinate».
L’AZZURRO MAI INDOSSATO. L’azzurro di una selezione giovanile non l’ha mai indossato. «È un mio piccolo rammarico, lo riconosco». Martani confessa il sogno Nazionale, però con i piedi per terra: «Ho cominciato a pensarci una volta arrivata a Brescia ma allora avevo già 18 anni e ho perso il treno sia per l’under 17 che per l’under 19. Mi dispiace essere giunta in una squadra importante troppo tardi, tuttavia il desiderio di vestire un giorno la divisa della Nazionale c’è ancora. Non è un chiodo fisso, chiaramente: io mi impegnerò al massimo per il club, poi se dovesse saltare fuori una chiamata azzurra, sarò felice. D’altronde, rappresentare il proprio Paese è il sogno di ogni atleta». La sua ambizione, al momento, è sinonimo di crescita costante: «Mi piacerebbe tornare in serie A e arricchire la mia bacheca: è vero, con il Brescia ho vinto uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana ma lì ho contribuito poco e vorrei conquistare qualche trofeo vivendolo da protagonista. Ora, però, l’importante è scendere in campo con serenità, con passione, e far bene con la Fortitudo Mozzecane. Il futuro si vedrà».
Matteo Sambugaro
Foto: Graziano Zanetti Photography
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Inespiegabile

Inespiegabile

FORTITUDO – SAN BONIFACIO = 1-6
Reti: 5’ Bottigliero S, 45’ Bonvicini, 49’ Yeboah, 78’ Frascione, 84’ Cumerlato, 89’ Ferroli, 92’ Yeboah ®
FORTITUDO: Perina, Bonfante (68’ Mazzi), Fasoli, Magalini, Malvezzi, Adami G, Tinelli (80’ Zoetti), Zanini (60’ Menegazzi), Zangari, De Vincenzi, Bottigliero S. (85’ Scarcelli) AD Adami F., Valenza, Bottigliero A. Allenatore De Vincenzi
SAN BONIFACIO: Frigotto, Kastrati, Pirmati,Bampa, Tavoso, Cumerlato, Yeboah, Volpato (88’ Bogdanic), Frascione, Rama, Bonvicini (85’ Ferroli)   AD De Gregori, Mirandola, Zanini Allenatore Castagnini
Arbitro: Cappellaro Fabio di Verona
Ammonite: Malvezzi, Bampa, Fasoli
Anche questo è il calcio! Una formazione Primavera che sembrava promettere molto bene, invece che galvanizzarsi dopo la stupenda vittoria sui favoriti del Verona, si è afflosciata completamente, un po’ come la differenza tra il primo ed il secondo tempo del recupero infrasettimanale di ieri. Seppur con stili diversi il primo tempo è stato sicuramente a favore delle locali, ma nel secondo tempo il dominio ospite è stato pressochè completo e così è arrivata la 3° sconfitta consecutiva.
Al 2’ veloce ripartenza della Zangari che affretta il tiro dal limite invece di proseguire la sua superiore corsa verso la porta; al 4’ ancora Zangari, ben servita da Tinelli, va al contrasto col portiere avversario, la palla schizza fuori e Bottigliero S. deposita in rete a porta vuota; al 10’ azione analoga con Zangari che punta ancora la Frigotto ma questa volta la Bottigliero non è abbastanza pronta al secondo tap-in; al 30’ ancora Zangari salta due avversarie in velocità ma l’attenta Frigotto riesce a deviare in corner l’insidia; allo scadere un ingenuo fallo della Malvezzi sulla Yeboah provoca un rigore che Bonvicini trasforma con sicurezza.
Il sorpasso avviene in avvio di ripresa su una lunga punizione dalla destra la più piccola della compagnia riesce a colpire di testa ed infilare lo 1-2 e qui purtroppo finisce la partita della Fortitudo; al 56’ un errore in disimpegno a centrocampo libera il contropiede della Yeboah con Perina che riesce a metterci una pezza; al 68’ altro contropiede ospite con Yeboah che serve Bonvicini ma il suo tiro viene parato dalla Perina; al 72’ Zangari si muove in orizzontale e serve un  assist d’oro in verticale per l’inserimento della De Vincenzi che fallisce una clamorosa occasione di riaprire il match; al 78’ Yeboah dimenticata larga a sx mette in mezzo per l’accorrente Frascione che anticipa Perina e chiude il match; al 81’ è ancora Frascione a mangiarsi lo 1-4 ben chiusa dall’uscita della Perina; 1-4 che arriva al 84’ dopo nuovo pasticcio a centrocampo e gran diagonale della Cmerlato dalla dx; al 89’ una imprendibile Yeboah si libera sulla dx e mette in mezzo per la neoentrata Ferroli che segna sotto la traversa lo 1-5 e nel recupero arriva anche un secondo penalty che Yeboah trasforma senza problemi.
Le vacanze arrivano proprio a pennello, sia per staccare un po’ la spina, ma soprattutto per riflettere sugli errori commessi e sui motivi di questo crollo psicofisico.  Adesso appuntamento a Casa Beniamino di Cavriana per venerdì 23 Dicembre alle ore 19.45 ed AUGURI DI BUONE FESTE A TUTTI e poi al 14 Gennaio recupero ad Isera (TN).
Giuseppe Boni

Buone Feste

RIOZZESE – FORTITUDO MOZZECANE = 0 -2
Reti: 25′ Martani, 55′ Peretti
RIOZZESE: Orlando Straniero Lacchini Di Giulio Tugnoli Baronchelli (77′ Mariconti), Angarano (46′ Grossi) Grumelli Gatti Pasquino Varesi (73′ Napoletano) AD Vignati Mauri Pagano Oleotti All’ Festa
FORTITUDO: Olivieri Fasoli Welbeck Dal Molin Molin Salaorni Caliari Peretti Piovani Martani (75’ Zangari) Zorzi (70’ Caneo) De Vincenzi (80’ Rasetti) Venturini Sossella Malvezzi signori All Comin
Arbitro:  Castagnoli Andrea di Reggio Emilia, Assistenti  Barbieri e Rotari di Crema
Ammonite:  Martani
E si, anche quest’anno la Fortitudo Mozzecane potrà trascorrere delle buone vacanze Natalizie. La difficile trasferta lombarda si è rivelata meno complicata di quanto previsto per cui Salaorni & C sono riuscite a sbrigare la pratica milanese senza far troppa fatica e portandosi a casa meritatamente i 3 punti in palio.  Sul bellissimo impianto sportivo di Cerro al Lambro la Fortitudo ha dimostrato di avere più benzina in corpo, di giocare un calcio migliore, di aver assestato il reparto difensivo anche se bisognerà certamente migliorare nei sincronismi in fase offensiva e soprattutto nella gestione dell’ultimo passaggio.
La partita si apre con un liscio della Salaorni ben recuperato dal rientro della Welbeck; al 12′ una discesa sulla destra della Martani si conclude con un cross al centro per la Zorzi che non controlla a dovere la palla;al 17′ De Vincenzi trova un bel corridoio per la Zorzi che viene fermata in sospetto fuorigioco; al 20’ una punizione della Peretti non viene trattenuta dal portiere avversario ma Zorzi e Welbeck non si capiscono e l’occasione sfuma; al 22’ una bella azione corale della Fortitudo smarca Martani in area, brava ad evitare l’uscita del portiere ma non altrettanto a centrare la porta da posizione defilata visto che  il suo pallonetto sorvola di poco la traversa;  al 25′ arriva lo 0 a 1 grazie ancora ad una discesa della Martani sulla destra che effettua un altro traversone che questa volta inganna sia il portiere che il difensore esterno e finisce direttamente in porta; al 43’ Peretti riconquista palla a metà campo ma non riesce a trovare in 3 contro 1 il facile assist per Martani o per De Vincenzi.
In avvio di ripresa Dal Molin tenta lo scavalco sul difensore centrale per l’inserimento della Martani che non riesce per un nonnulla; 49′ De Vincenzi non ha il coraggio di puntare la porta avversaria e preferisce un servizio al centro per Martani o Zorzi che svanisce nel nulla; al 52′ Peretti recupera ancora una palla sulla trequarti punta l’area avversaria e da lontano spara un destro che si insacca a fil di palo con Orlando vanamente protesa in tuffo; comincia a farsi vedere la Riozzese quando un tiro di sinistro da dentro l’area  viene ben parato dalla Olivieri; al 58′ Martani dopo un liscio di un difensore locale non trova la misura per un comodo assist; al 68′ una mischia convulsa in area giallo blu con tre tiri consecutivi ribattuti bravamente dalla difesa mozzecanese; al 72’ una punizione a due in area per le lombarde non sortisce effetto dopo che Olivieri prende palla con le mani su retropassaggio della Caliari; al 74′ gran deviazione in corner d’istinto della Olivieri dopo gran tiro della Tugnoli successivo ad un corner; al 78′ Rasetti non si aspetta un altro liscio della difesa locale e perde una ghiotta occasione da rete; al 83′ un cross rasoterra dalla sinistra della Lacchini pesca a centro area la Grossi, ma il suo tiro al volo da ottima posizione e da dimenticare;  prima della chiusura Caneo  imbecca perfettamente Rasetti che si presenta a tu per tu dalle parti di Orlando ma calcia direttamente fuori.
Il prossimo appuntamento agonistico arriverà nel nuovo anno (8 Gennaio) contro la formazione del Sudtirol e nel frattempo la Fortitudo si ritroverà al gran completo a Casa Beniamino di Cavriana per la tradizionale Festa degli Auguri Natalizi venerdì 23 Dicembre alle ore 19.45.
AL VOLANTE: “Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’. E poi ti saluto per sempre”.
Giuseppe Boni

PRI: Un’immeritata sconfitta

ASD BASSANO- FORTITUDO MOZZECANE=2-1

Fortitudo Mozzecane: Perina, Rebecchi (73° Malaghini), Valenza (55° Mazzi),Magalini (capitano), Adami G., Malvezzi, Menegazzi, Zanini, Tinelli, Bottigliero S. (83° Adami F.), Scarcelli (71° Zoetti).
A disposizione: Pena, Adami F., Zoetti, Malaghini, Mazzi, Bonfante, Bottigliero A.,
ASD Bassano: Cemin, Bernardi, Carlesso, Marcolin (capitano),Giordano, Pellanda, Idrizi (83° Geremia), Li Destri, Bellemo (61° Dissegna), Parolin (63° Saglimbeni), Dal Dosso (71° Primon).
A disposizione: Dissegna, Geremia, Saglimbeni, Scomazzon, Primon.

Oggi la squadra primavera della Fortitudo Mozzecane si scontra in trasferta contro l’ASD Bassano.
La Fortitudo parte in quarta e scende in campo con grande grinta e concentrazione; sembra una squadra completante diversa rispetto a quella della scorsa prestazione.
Nonostante le ragazze della Fortitudo varchino più volte il limite dell’area avversaria non riescono a trovare il goal.
Anche se il gioco della Fortitudo è nettamente superiore ed anche le occasioni da goal rispetto alle avversarie, queste riescono brillantemente a sfruttare una distrazione delle difesa gialloblù trovando il vantaggio. ASD Bassano- Fortitudo Mozzecane= 1-0.
Lo svantaggio non demoralizza le ragazze di Mozzecane che continuano incessantemente a cercare il goal.
Il primo tempo si conclude con un risultato sfavorevole per la Fortitudo. Nonostante il risultato alla squadra non si può rimproverare nulla sul gioco.
Il secondo tempo riprende e dopo innumerevoli tentativi arriva, con Tinelli, il tanto sospirato e meritato goal al 54°.
Molto discutibili gli interventi dell’arbitro che, dopo soli pochi minuti dal ritrovato pareggio, regala il rigore all’ASD Bassano.
Per tutta la partita la Fortitudo ha lottato con le unghie e con i denti per cercare di portare a casa la vittoria. Primo tempo eccellente, il secondo a causa di un po’ di nervosismo la Fortitudo non è riuscita a portare in campo la concentrazione del primo tempo.
Purtroppo anche oggi le ragazze devono sopportare il peso di una sconfitta, fortemente immeritata.

 

Valentina Bindella