Vanessa, dal campo alla porta

Vanessa Venturini sta vivendo una stagione di soddisfazione e di rivincita. L’ex giocatrice, che ha ricoperto vari ruoli in campo in passato, si è trasformata in un estremo difensore, e quest’anno ha finalmente trovato lo spazio che merita, contribuendo alla scalata nella classifica del campionato che la squadra sta facendo e dimostrando di essere a tutti gli effetti un vero portiere.

In questa stagione sta trovando spazio con regolarità: rispetto alla stagione passata questo fatto le dà maggior convinzione dei propri mezzi?

«Certo, giocare con maggior regolarità fa si che ci sia più sicurezza in sé stessi; inoltre essere sul campo più spesso mi aiuta a migliorare la sintonia con le mie compagne. Per ora mi ritengo soddisfatta della stagione».

Guardando alcuni dei suoi interventi si ha la sensazione che giochi anche d’istinto: per un portiere quanto conta l’istinto e il saper improvvisare in certe situazioni?

«Credo che l’istinto sia una caratteristica che mi si addice bene. La trovo una componente importante, ma deve essere affiancata anche da una componente tecnica, sulla quale devo lavorare ancora molto. Durante gli allenamenti mi sto focalizzando proprio sulla parte tecnica e continuerò a farlo fino alla fine della stagione per migliorare».

Quando gioca richiama spesso le sue compagne e le incita, diciamo che in campo si fa sentire: è un modo per dare sicurezza alle sue compagne in difesa?

«Il mister vuole che noi portieri facciamo sentire la voce, sia per incitare sia per richiamare le compagne. In particolare per me è anche un modo per scaricare la tensione, dato che non lo posso fare correndo per il campo. In un certo senso far sentire la voce è come una valvola di sfogo».

In partita si nota che si trova a suo agio con i piedi: il fatto di non nascere come portiere quanto e come ha influito sul suo modo di stare tra i pali?

«Aver giocato varie stagioni in Primavera come terzino e come attaccante ha certamente influito sulla mia crescita tecnica. Il vantaggio è che magari, rispetto ad altri portieri, sono più abituata a toccare il pallone con i piedi, però spesso capita che piuttosto di controllare la palla e impostare il gioco preferisca buttarla via per non rischiare; questo è un lato che devo migliorare».

Perche ha deciso di diventare portiere?

«Più che una decisione è stata un’imposizione “dall’alto”: negli anni scorsi, nelle categorie in cui giocavo, per varie ragioni ho ricoperto ruoli altalenanti a seconda delle necessità. Fortunatamente nelle ultime tre stagioni sono riuscita a trovare il mio ruolo».

Quali sono gli aspetti sui quali deve ancora crescere e migliorare secondo lei?

«Come ho detto prima devo migliorare molto l’aspetto tecnico. Non essendo nata e cresciuta come portiere mi mancano un po’ le basi e sto cercando di acquisirle e perfezionarle allenamento dopo allenamento».

Si nota una bella sintonia tra lei e il preparatore dei portieri Claudio Bressan: ci parli di questa figura e dell’influenza che ha sulla sua crescita in campo.

«Claudio è un allenatore molto preparato sia dal punto di vista tecnico che umano. Ha a che fare non solo con me e Francesca ma anche con i portieri delle giovanili e, seppur ognuna di noi abbia capacità ed esigenze differenti, lui sa gestirci e sa riconoscere le nostre potenzialità e i nostri difetti sui quali lavorare durante gli allenamenti. Per quanto riguarda la mia crescita, io stessa e la società siamo d’accordo nel dire che ha compiuto un vero e proprio miracolo, infatti quando ci siamo conosciuti mi diceva sempre che non sembravo un portiere, mentre ora riconosce che ci assomiglio, e questa è già una grande soddisfazione».

Con l’inizio dell’anno nuovo vivrai una importante esperienza all’estero: le mancherà il campo?

«Partirò per il Canada il 3 febbraio e tornerò il 7 marzo; frequenterò dei corsi presso il Canadian Centre for Activity and Aging per ottenere la certificazione di istruttore di fitness per anziani. Starò lontana dal campo per più di un mese e, nonostante l’importanza di questa esperienza, mi mancherà la squadra, ma quando tornerò avrò ancora più voglia di giocare e di allenarmi. Intanto auguro alle mie compagne di continuare a scalare la classifica e di portare avanti il bel lavoro che stiamo facendo».

Riccardo Cannavaro
Foto: Graziano Zanetti Photographer
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