Valeriano Bragantini: «Un onore questo incarico»

© Graziano Zanetti Photography

Valeriano Bragantini, dirigente della Fortitudo Mozzecane, avrà un nuovo ruolo in questa stagione. La sua professionalità, per anni volta al settore giovanile della Fortitudo Mozzecane, sarà messa a disposizione della prima squadra. Ecco le parole di Bragantini riguardo il suo nuovo incarico.

Da dirigente del settore giovanile a dirigente della prima squadra: perché questo cambiamento?

«Mi è stato chiesto dalla società. Devo dire che si è instaurato un buon feeling con Simone Bragantini, soprattutto per quanto riguarda gli scambi di giocatrici dalla primavera alla prima squadra. Si è creato un buon rapporto lavorativo. Di conseguenza mi hanno chiesto di concentrarmi non più sulle giovanili ma sulle ragazze della serie B. Ho instaurato anche dei buoni rapporti con le ragazze più grandi, e questo mi stimola a far bene il mio nuovo lavoro. Ovviamente mi dispiace per certi versi, perchè ho passato tanti anni con le giocatrici più giovani, ma sono anche felice di avere un nuovo incarico e voglio svolgerlo al meglio. Rispetto a prima è sicuramente più impegnativo, ma sono pronto a fare del mio meglio».

Cosa comporterà il tuo nuovo ruolo e che differenze ci sono rispetto a prima?

«Cercherò di dare la mia impronta professionale come ho fatto da dirigente del settore giovanile. La differenza è che ora avrò a che fare con persone adulte dotate di mentalità professionistica mentre prima, essendo che le giocatrici erano molto giovani, era necessaria anche la presenza dei genitori. Nel settore giovanile l’obbiettivo era quello di insegnare il calcio, mentre ora per forza di cose si è molto più legati al risultato. Tutto ciò rende la situazione più delicata per certi versi, ma anche più stimolante».

Ti mancherà essere il punto di riferimento delle giovani gialloblù?

«Mi mancherà e mi manca già adesso a esser sincero. Quando ho pensato che non avrei più gestito direttamente le calciatrici del settore giovanile mi sono commosso, perché ho passato anni insieme a loro. Sono una persona ambiziosa e, nonostante il dispiacere, mi rende orgoglioso avere un ruolo nuovo e dover lavorare a contatto con la squadra più importante della società. Per me è un onore».

Quale sarà l’approccio del neo dirigente delle giovanili?

«Gianluca Sgreva cercherà il dialogo diretto con gli allenatori e con i genitori, in particolare tentando di tenere separati i compiti dei tecnici dalle interferenze esterne. È importante che ognuno abbia i suoi compiti e li rispetti, senza interferire con quelli degli altri. Il dialogo è sempre il metodo migliore. Il fine di qualcuno che si occupa delle giovanile è far sì che le giovani calciatrici imparino l’educazione sportiva e calcistica. Bisogna che capiscano l’importanza della serietà: ogni cosa deve esser fatta con impegno per arrivare ad un livello sempre più alto. Lui si impegnerà in questo».

Come vedi l’annata che sta per iniziare e la campagna acquisti fatta fin’ora?

«Ci siamo impegnati e ci stiamo impegnando tutt’ora per fornire al mister una rosa di livello qualitativo importante. Il campionato sarà competitivo e ovviamente il primo obbiettivo è la permanenza in serie B, visto che abbiamo lottato tanto per arrivarci. Credo che ci siano tutti i presupposti per fare una buona stagione perché gli elementi che abbiamo sono validi e la campagna acquisti è stata studiata attentamente già a partire da maggio».

Solitamente la Fortitudo punta molto sulla Primavera, ma quest’anno qualcosa è cambiato:

«Quest’anno la Primavera dovrà fare un gran lavoro. È necessario colmare il gap atletico e tecnico tra la Primavera e la prima squadra per poter continuare con il modus operandi che ha sempre contraddistinto la nostra società: puntare molto su giovani ragazze gialloblù e meno su una campagna acquisti esterna. Se si vuole essere competitivi bisogna avere ragazze di qualità, per questo abbiamo puntato su giocatrici di una certa esperienza. Noi abbiamo tante giovani promettenti e io credo tanto in loro; per tale motivo bisognerà lavorare ancora di più. Dobbiamo pensare alla loro crescita oltre che agli arrivi di elementi esperti per la squadra che disputerà il girone nazionale».

Riccardo Cannavaro
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