Melania Mirandola ha iniziato la stagione alla guida della Primavera per poi passare direttamente alla prima squadra. Fare esperienza per migliorare come allenatore con un occhio di riguardo verso il settore giovanile, vera passione della giovane allenatrice.

Il campionato Primavera di questa stagione è stata la tua prima esperienza da allenatrice nel femminile?

«No, ho avuto la mia prima esperienza nella squadra in cui giocavo e successivamente sono passata al panorama maschile. Alleno da circa sette anni e ho girato varie categorie maschili, poi ho deciso di tornare al femminile perché mi mancava come esperienza. Ho trovato nella Fortitudo un ottimo bacino da cui attingere per fare esperienza nel calcio femminile e per migliorarmi come allenatrice».

La Primavera ha chiuso al quarto posto. Come giudichi il livello del campionato e, in particolare, della squadra gialloblù?

«È stato il mio primo campionato di Primavera femminile. L’ho trovato di buon livello. Erano presenti squadre come Hellas, Chievo e Tavagnacco che sicuramente alzavano l’asticella; vi erano poi altre squadre che lavorano forte sulle ragazze giovani e sulla loro crescita. Credo che tra pochi anni il livello del campionato di Primavera sarà ancora più alto. Per quanto riguarda le gialloblù, premesso che l’obbiettivo era far crescere le ragazze non pensando eccessivamente al risultato, posso dire che se la sono giocata con tutte. Abbiamo sfiorato la qualificazione alla fasi finali, purtroppo abbiamo perso l’ultima contro un buon Chievo. Se fossero arrivate le fasi finali sarebbe stato bello, ma ce la siamo sempre giocata con tutte, abbiamo anche battuto il Tavagnacco. Credo che qualche episodio e un po’ di inesperienza rispetto a società più attrezzate ci abbiano penalizzate».

Questa stagione ha fatto vedere elementi che secondo te hanno le qualità per aspirare alla prima squadra?

«Sicuramente sì. Lo conferma anche il fatto che ora qualche ragazza fa allenamenti con la prima squadra. Alla fine tutto sta nelle ragazze: dipende da quanto impegno ci mettono, dal lavoro e dalla loro voglia di arrivare. Servono anche allenatori ben preparati e capaci di sviluppare dei talenti. In ogni caso con impegno e sacrificio si può arrivare ovunque».

Per il futuro, come bisognerà muoversi affinchè la crescita delle giovani sia costante?

«Ho visto, girando diversi settori giovanili, che le società lavorano sempre meglio e con maggior impegno sui settori giovanili. Servono allenatori molto prepararti  perchè il lavoro è fondamentale sui piccoli; gli errori vanno corretti fin da subito altrimenti poi si cementano ed è più difficile eliminarli. Per garantire un buon percorso alle giovanili è necessario lavorare sulla tecnica, sulla mentalità e sul fisico, che è quello che tante società hanno iniziato a fare seriamente. Credo che per le più piccole sia importante avere una figura che alleni la componente della coordinazione; a volte si pensa solo alla tecnica e al pallone, ma la coordinazione e in generale la componente fisica è imprescindibile».

Recentemente sei passata dalla Primavera alla prima squadra.

«Sono passata per una serie di fatti successi nell’ultimo periodo. Il mister della prima squadra Simone Bragantini è stato poco bene ultimamente e mi hanno chiesto di aiutare il mister Alessandro Crestani con il lavoro della squadra maggiore. Poi Simone mi ha chiesto di restare e sono molto felice perché sto facendo una bellissima esperienza. Mi trovo molto bene perché Simone e Alessandro sono preparati e organizzati. Collaboriamo bene. Non so bene cosa farò l’anno prossimo. Certo è che sto vivendo un’esperienza positiva e utile per la mia crescita, anche se sono molto legata all’idea di allenare nel settore giovanile perché mi dà molta soddisfazione vedere la crescita dei più piccoli».

Riccardo Cannavaro
Photo:Graziano Zanetti Photographer
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