Giulia, alla sua sedicesima stagione in gialloblù, si trova ora a disputare questo nuovo campionato. Come l’anno scorso è uno dei punti forti della difesa della Fortitudo. Nuova esperienza insieme a una rosa che, come dice lei stessa, è forse la più forte e competitiva con cui abbia giocato.

Nella partita casalinga con l’Arezzo di domenica scorsa avete avuto qualche difficoltà ad esprimere il vostro gioco. Come mai?

«Penso che il punto determinante sia stato che abbiamo sottovalutato la squadra avversaria. Non abbiamo messo in campo la grinta e l’entusiasmo che mettiamo di solito. Dopo la vittoria a Cesena, inoltre, vi è stata una pausa ed è stato difficile ripartire sulla scia dell’entusiasmo per una vittoria così bella e importante. Sul piano del gioco le giocatrici aretine erano abbastanza chiuse e quindi per noi è risultato difficile esprimere i nostri fraseggi, creare azioni e occasioni da gol e giocare come facciamo solitamente».

Otto punti e una classifica che tutto sommato vi sorride. Siete soddisfatte del cammino fatto fin qui?

«Sì, ma si poteva fare di meglio. Nelle prime tre partite abbiamo lasciato indietro punti che potenzialmente avremmo potuto conquistare. Adesso potremmo avere qualche punto in più ed essere in una posizione di classifica migliore. In ogni caso un quarto posto non è male; il primo obbiettivo è la salvezza, quindi c’è da sperare che quelle dietro di noi facciano peggio. Dal pensiero della salvezza poi mireremo sempre più in alto e faremo del nostro meglio».

La prossima gara sarà la trasferta a Milano contro il Milan Ladies, una squadra che vi segue con un solo punto di distacco. Che partita ti aspetti?

«Spero che sia una partita combattuta in cui la nostra squadra darà il meglio di sè. Dovremmo avere tanta grinta. Molti dicono che nelle partite impegnative noi giochiamo meglio, quindi mi aspetto un match in cui lotteremo fino al 90’ per portare a casa la vittoria. Credo che il Milan sia più o meno al nostro livello. L’importante è vincere domenica, perché i tre punti serviranno per inseguire le squadre che ci precedono e per distanziare tutte le squadre dietro di noi, Milan compreso».

Sai coprire i ruoli di centrale e terzino, spesso li ricopri entrambi. Come ti trovi in queste posizioni? Con i nuovi acquisti in difesa il mister ti ha chiesto particolari movimenti e variazioni di posizione in campo?

«Io sono nata terzino, ma in questi ultimi due anni mi è stato chiesto di svolgere il ruolo da centrale. Devo dire che ho imparato anche questo ruolo e mi trovo bene ad eseguirlo. Posso fare tutti e due i ruoli senza problemi, mi piacciono entrambi. Quest’anno il modulo è cambiato: la passata stagione giocavamo con la difesa a quattro, in cui io facevo il centrale insieme a Salaorni; quest’anno invece la difesa è a tre e io sono il centrale di sinistra, quindi una metà via tra terzino e puro difensore centrale. Un compito nuovo per me ma che mi piace molto».

La retroguardia simbolo dell’anno scorso, tu e Salaorni, si è arricchita di nuovi elementi come Groff e Pavana. Che difensori sono e come ti trovi in campo con loro?

«Sono stati ottimi acquisti. Hanno avuto esperienze in palcoscenici importanti. Groff arriva da stagione in serie A con il Bari, Cami (Camilla Pavana, ndr) era nel giro della Nazionale, per cui sono giocatrici molto preparate. Mi trovo bene a giocare con loro, c’è sintonia. Purtroppo abbiamo preso gol ad ogni partita, quindi c’è ancora tanto da lavorare, ma possiamo fare molto bene insieme. Adesso è tornata anche il nostro capitano (Salaorni, ndr), quindi la difesa può fare veramente bene».

Questa è la sedicesima stagione in Fortitudo e la settima in prima squadra (esordio nel 2012 contro la Juventus Torino). Un rapporto molto forte con la maglia a quanto pare. Per il livello generale è una delle tue annate più importanti questa?

«Sì lo è sicuramente. Il rapporto con maglia è molto forte; se sono qui da 16 anni è perche mi trovo bene, è come una seconda famiglia la Fortitudo. La stagione del passaggio in serie A e quella successiva in massima serie sono state ovviamente molto importanti, ma siccome facevo ancora parte della Primavera non ho giocato molte partite e quindi non sento quelle due annate come mie a tutti gli effetti. La cosa invece è differente per questi ultimi due anni: l’anno scorso, quando ci siamo qualificate per il nuovo campionato, è stata una grande impresa, una grande soddisfazione e ho grandi ricordi. Questa stagione per me è molto importante, per la mia carriera calcistica e per varie cose. Il livello è molto alto, forse il più alto in cui abbia giocato con regolarità. Quindi posso dire che queste stagioni, la passata e la corrente, sono dei veri traguardi per me. Infine dico che la rosa di oggi è probabilmente la più forte con cui abbia mai giocato, quindi spero di togliermi tante altre soddisfazioni».

Riccardo Cannavaro
Foto: Graziano Zanetti Photographer
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