Giulia Caliari raggiunge le cento presenze in campionato con la Fortitudo

Giulia Caliari, difensore classe ‘95, ha raggiunto il traguardo delle 100 presenze in campionato con la maglia della Fortitudo Mozzecane tra serie A e serie B (quest’ultima denominata A2 dal 2002/03 al 2012/13 compresi): merita di diritto di essere considerata una bandiera gialloblù. La stagione 2017/18 per lei è la quindicesima con la Fortitudo, squadra in cui ha iniziato a giocare all’età di 8 anni. Ecco le parole della fedelissima del Mozzecane:

Caliari ha raggiunto le 100 presenze in campionato con la maglia della Fortitudo Mozzecane: che sensazione si prova?

«È un bel traguardo. Sono davvero contenta, adesso però voglio raggiungere le duecento presenze, questo è il mio nuovo obbiettivo. La strada è lunga e dovrò giocare ancora tanto. Ho giocato tante partite e sono migliorata molto, ma penso di poter migliorare ancora dal punto di vista del gioco».

Il suo esordio in campionato da gialloblù risale al 2012, nella partita contro la Juventus Torino: che ricordo ha di quel giorno e della prima partita?

«Ero emozionatissima. Ho esordito contro una squadra prestigiosa e questo è un onore per me. Quell’anno ero in Primavera ma una volta alla settimana mi allenavo con la prima squadra e a fine stagione hanno iniziato a convocarmi per le partite. Il mio esordio è stato con la Juventus Torino: esperienza meravigliosa, tanto più che quell’anno abbiamo vinto il campionato di A2 e nella stagione successiva abbiamo giocato in serie A. Nonostante fossi solo agli inizi con la prima squadra ho sentito quel successo anche come mio».

Nel 2016/17 Caliari ha disputato, per la prima volta in carriera, tutte le partite in un campionato (26): è stata la stagione in cui ha capito che oramai era diventata una calciatrice importante per la squadra?

«Sì, in parte è stato così, ma anche nell’annata precedente sentivo di essere parte integrante della squadra: infatti a causa di una squalifica ho saltato solamente una partita, quella contro il Fimauto Valpolicella. Ero molto fiera di essere un elemento importante per la squadra e lo sono tuttora. Forse una cosa che mi dà ancora più soddisfazione delle 100 presenze in campionato è il fatto di esser partita per ben 95 volte titolare».

Cento presenze sono davvero tante e portano con sé molti ricordi: può dirmi il ricordo più bello che ha di questa lunga esperienza con la Fortitudo in campionato e una delusione particolare?

«Tra i ricordi più belli c’è il derby della scorsa stagione contro la Pro San Bonifacio: avevamo perso in Coppa Italia con loro e poi in campionato ci siamo presi la nostra rivincita vincendo la gara di ritorno, fuori casa. Invece un brutto ricordo, sempre del campionato scorso, è il pareggio contro l’Azalee (4-4, ndr): abbiamo preso quattro gol e ricordo che in campo eravamo disunite. È stata una brutta sensazione».

Nella stagione 2013/14, contro il Tradate Abbiate, ha segnato il suo primo e unico gol in campionato: ricorda?

«Mi ricordo bene. Ho segnato di testa ed è stata una bella sensazione, anche se purtroppo è stato un gol inutile perché la partita l’abbiamo persa (5-2, ndr). Ero felice ma non potevo festeggiare più di tanto perché ciò che conta è sempre il risultato finale della partita».

Cento presenze vogliono dire esperienza e attaccamento alla maglia: Giulia si considera una bandiera? 

«Sicuramente questo traguardo consolida la mia posizione di punto fermo della squadra, però non mi sento davanti a nessuna: ci sono giocatrici di esperienza e con più partite alle spalle di me».

È giovane (22 anni) ma allo stesso tempo è una veterana: si vede come un punto di riferimento per le ragazze che esordiscono con la prima squadra?

«Spero di essere utile alle più giovani. Dà sempre soddisfazione dare una mano alle giocatrici meno esperte, quindi cerco di mettere la mia esperienza a disposizione. Quando le nuove calciatrici della prima squadra sbagliano è giusto dirlo, perché quando io ero agli inizi le più grandi ed esperte mi dicevano cosa non dovevo fare in campo. È giusto che sia così perché in questo modo si impara e si migliora».

Riccardo Cannavaro
Photo: Graziano Zanetti Photographer
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