Gelmetti: «Segnare è una liberazione da tutto»

Martina Gelmetti è tornata al gol, e lo ha fatto in una partita insidiosa e combattuta. L’attaccante gialloblù ha raggiunto la doppia cifra sia per quanto riguarda i gol sia per quanto riguarda gli assist, ed è pronta a dare tutto per concludere la stagione nel miglior modo possibile.

Nell’ultima di campionato è tornata al gol, peraltro sbloccando la gara. Quando non riesce a segnare per qualche giornata di fila cerca il gol con apprensione o riesce a giocare con tranquillità?

«Si sa che segnare è una liberazione da tutto. È come staccarsi dalla realtà per qualche secondo. Risulterei bugiarda se dicessi di non cercare il gol con apprensione. Con questo voglio dire che sarei potuta essere più cinica in alcune circostanze. Per questo motivo non la vivo sempre in maniera positiva, soprattutto se un mio errore compromettesse il risultato finale della partita. Arrivare in doppia cifra è stato importante, mi mette più tranquillità, anche perché avevo qualche scommessa in ballo (ride, ndr). Per la sfida più importante però manca ancora un po’ di tempo».

Rimango sempre colpito da un attaccante che riesce a fare numerosi assist: è una caratteristica che ha sempre avuto o è un fattore chiave di questa stagione?

«Ho sempre avuto questa caratteristica. Giocare a fianco di certe giocatrici di notevole qualità mi ha fatto scoprire l’importanza che hanno gli assist. Vedere la felicità negli occhi di chi segna dopo un mio passaggio mi riempie di gioia in una maniera indescrivibile».

Avete avuto difficoltà a sviluppare il vostro gioco? Il pareggio con il Riccione può essere visto come bicchiere mezzo pieno?

«Il Riccione è stato molto bravo ad affrontarci. Noi abbiamo giocato a sprazzi purtroppo, non abbiamo sfruttato tutte le nostre vere potenzialità. Diciamo che abbiamo la capacità di dare 100, ma sta volta abbiamo dato 70. Il bicchiere mezzo pieno è stata la nostra forza e la voglia di non mollare mai fino alla fine».

Mancano quattro partite alla fine del campionato e avete due punti di vantaggio sul Vittorio Veneto. Incredibile come questo campionato sia da giocare fino alla fine.

«Se stiamo lottando ancora per la classifica c’è un motivo, è perché siamo forti, altrimenti saremmo già fuori dai giochi. Bisogna dare il massimo adesso, è necessario l’ultimo sforzo per dare significato a tutti gli sforzi fatti fino ad ora».

Martina come descriverebbe fin qui il primo anno con la Fortitudo?

«Non mi aspettavo un’annata così a dire il vero. Non mi sono mai sentita così bene fisicamente  e questo lo devo alla mia società, ai mister e alle mie compagne di squadra. Avere il sostegno di tutta la società ti rende un giocatore con un valore in più. Un persona che stimo molto una volta mi disse una frase pronunciata da Del Piero: “Oltre alla condizione fisica occorrono la voglia, la rabbia, la passione, la cattiveria agonistica e la felicità interiore, perché un atleta triste è un atleta che parte sconfitto”. Credo che questa frase rispecchi e contraddistingua tutta la Fortitudo di questa stagione».

Riccardo Cannavaro
Foto: Graziano Zanetti Photographer
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