Valerio Filippi: entusiamo ed esperienza al servizio di Salvi e Olivieri

Valerio Filippi: entusiamo ed esperienza al servizio di Salvi e Olivieri

Il campionato è fermo ma la voglia di calcio non tramonta mai. Per continuare ad assaporarla, diamo voce a chi dietro le quinte lavora per far rendere al meglio le gialloblù. La scorsa settimana abbiamo conosciuto il preparatore Eugenio Turri, mentre ora ci concentriamo sul preparatore dei portieri Valerio Filippi. Dopo due anni esperienziali in Australia, in estate ha accettato con grande entusiasmo l’incarico di allenare il duo Olivieri-Salvi che sin qui si stanno dimostrando due saracinesche.

Valerio, ci racconti il tuo percorso professionale?

Sono partito a giocare da ragazzino nella squadra del mio quartiere. Poi sono passato alla Virtus dove ho giocato fino al campionato Juniores Nazionale ma essendo piccolino poi ho deciso di smettere. Al quel punto il direttore sportivo Adriano Zuppini mi propose di allenare. Inizialmente ero molto scettico perchè nella mia testa pensavo ancora da giocatore però dopo aver rotto il ghiaccio mi appassionai sempre di più. Da assistente della Virtus in serie D sono riuscito a prendermi un gruppetto mio e poi grazie all’allenatore della Virtus che allenava anche nelle giovanili del Chievo riuscii ad andare anche nella società clivense. Tutto questo, unito alla laurea in Scienze Motorie mi ha appassionato e dato ulteriori stimoli per andare avanti.

Hai vissuto due anni in Australia come preparatore dei portieri nel Milan Academy e poi nel Brisbane. Cosa ti hanno insegnato queste due esperienze?

All’inizio non è stato facile perchè il contesto sociale era completamente diverso da quello europeo. Non sapevo parlare inglese e fare comunque quello che mi piace in questa nuova realtà non è stato semplice. Devo dire che mi ha dato tanto in termini di confronto perchè ho collaborato con realtà e persone che lavoravano in maniera completamente diversa dalla mia ma allo stesso tempo ho potuto conoscere e mettere a fuoco il loro metodo, basato sull’efficacia, e confrontarlo con quello italiano, che mette al centro la tecnica. Due realtà professionistiche che mi hanno permesso di allargare la mente e gli orizzonti, capendo ancor di più le peculiarità di questo ruolo.

In estate hai accettato la chiamata del Cfw. Per quanto hai potuto vedere in questi mesi, c’è differenza nell’allenare portieri maschi e portieri femmine?

Sono tornato dall’Australia perchè mi mancavano i patentini e dovevo averli se volevo tornare a fare il preparatore da loro. Nel frattempo però, Simone Bragantini, ex allenatore della Prima Squadra della Fortitudo con la quale avevo lavorato assieme alla Virtus, mi propose di venire nel settore giovanile della Fortitudo. In estate mi hanno proposto di prendere la Prima Squadra e sono partito. Una proposta molto stimolante e devo dire di essere molto contento della scelta fatta. Per quanto riguarda la differenza tra maschile e femminile devo dire che le differenze ci sono, e si notano sia dal punto di vista delle prestazioni e sia della gestione psicologica. Le ragazze sono più fragili ma come attitudine e forza di volontà sono di gran lunga superiori ai colleghi maschi. Il modo di rapportarsi deve essere diverso e sta nell’allenatore capire la strategia migliore.

In Prima Squadra curi la preparazione dei portieri Francesca Olivieri e Margherita Salvi. Ci presenti le loro caratteristiche?

Margherita ha una struttura fisica importante e tecnicamente è molto ben impostata. Francesca invece, è più piccolina ma molto rapida e con grande esplosività. Entrambe hanno una forza di volontà e un’attitudine al lavoro spaventosa. Hanno fatto più allenamenti della squadra e non si sono mai tirate indietro. Sicuramente sono un esempio per le altre ragazze che giocano in porta nelle squadre del settore giovanile.

Il ruolo del portiere lo conosci bene perchè anche tu hai giocato come estremo difensore. Che importanza ha questa figura durante le partite? Oltre alla tecnica e allo stare tra i pali cosa conta di più?

Aver un passato da portiere e sapere cosa vuol dire aver indossato un paio di guanti credo sia fondamentale e può fare la differenza. Capire cosa e come pensa un portiere e le difficoltà che può incontrare le conosci solo se hai fatto il portiere. Questo non vuol dire che chi non ha fatto il portiere sia meno bravo di ex portieri ma l’essere stato tra i pali può permetterti di rapportarti meglio con i portieri che alleni.

Come valuti la stagione gialloblù sin qui?

La stagione non è partita nel migliore dei modi. Non riuscivamo a dare continuità e purtroppo navigavamo in acque poco tranquille. Ora il percorso è migliorato visto che sono arrivati i risultati e più serenità e questo ci permette di affrontare il campionato con meno ansia e con più consapevolezza.

L’obiettivo dichiarato dalla società è la salvezza. Questo traguardo passa anche dalle parate di Olivieri e Salvi?

L’obiettivo primario è confermare la categoria. Tutto ciò che verrà poi sarà in più e certamente questi risultati passano dalle parate dei due portieri. Finora sono state determinanti, come ad esempio Salvi a Roma e Olivieri in casa contro il Cittadella, e lo saranno ancora fino alla fine.

Melania Mirandola: “Le nostre Under 15, un modello di resilienza”

Melania Mirandola: “Le nostre Under 15, un modello di resilienza”

Il campionato Under 15 arriverà al termine fra circa un mese, ma le ragazze del tecnico gialloblù Melania Mirandola non ci pensano proprio a fermarsi. Ogni domenica ci mettono entusiasmo, voglia di crescere, e soprattutto tanta passione.  Sfidando avversarie più grandi e fisicamente dotate, e poi lavorando in settimana, instancabilmente, per inseguire un sogno.

 

Facciamo un punto sul campionato…

Sta andando bene, sono contenta di tutta la stagione fin qui, nel suo complesso. La squadra è sempre presente, lotta in ogni situazione, dà sempre il massimo. Siamo consapevoli che ci sono realtà strutturate, con ragazze più grandi in campo, e in partita succede che paghiamo il divario fisico e l’inesperienza. Le ragazze, però, reagiscono bene, ci sono sempre, si sacrificano anche facendo trasferte impegnative, e questo da l’idea di quanto entusiasmo ci sia.

 

Ecco, la scelta di una Under 15 molto giovane è prima di tutto un investimento sul futuro…

Sono sicura che sia una scelta che pagherà. Tutti devono fare la loro esperienza, nella vita, e anche se giovani le nostre ragazze hanno l’opportunità di confrontarsi con altre realtà femminili. Una cosa non da poco. Non siamo gli unici ad aver fatto questa scelta, ma alla lunga avremo dei risultati. Guardando alle ragazze, la prima partita ha avuto un certo impatto, si sono trovate davanti avversarie decisamente più grandi. Ma adesso lo sanno, e giocano senza pensarci. Il girone di andata ha superato le nostre aspettative, ora abbiamo qualche acciacco, ma è normale.

 

Raccontaci un po’ della tua esperienza alla guida della squadra…

Mi piace lavorare nel settore giovanile, quando arrivo al campo, magari dopo una giornata di lavoro, e mi trovo davanti le ragazze con questi sorrisi, con la voglia di correre e calciare, è una grandissima soddisfazione. E’ un dare e avere, perchè loro hanno sempre voglia di fare. Anche domenica scorsa, per esempio, abbiamo fatto un allenamento alla mattina, e se non le avessi fermate io probabilmente saremmo ancora lì… Si cerca di insegnare loro il calcio, e poi i principi di educazione, stando tanto tempo insieme.

 

Il pregio maggiore delle Under 15?

La resilienza. Direi che è la loro caratteristica principale. Abbiamo preso qualche batosta, in campionato, e non sarà l’ultima. Ma poi il lunedì sera siamo in campo, e lavoriamo in modo concreto in settimana. Le ragazze sono sempre presenti ed entusiaste, assorbiamo bene i colpi.

 

Il campionato si avvia alla fine, ma i vostri impegni proseguiranno…

Assolutamente. A fine marzo termina la stagione, ma poi faremo tanti tornei, siamo già occupate praticamente fino a maggio. Questo perchè tutto il movimento è in crescita, perciò abbiamo trovato tanti tornei a cui partecipare, un ottimo segno di un’attività che si sviluppa sempre di più.

A tu per tu con il preparatore Eugenio Turri

A tu per tu con il preparatore Eugenio Turri

In casa Cfw è arrivato a curare la preparazione fisica delle gialloblù il preparatore Eugenio Turri. Una pedina importante che cura nel dettaglio la preparazione delle ragazze di Dalla Pozza. Al giorno d’oggi, anche nel calcio femminile, per essere competitivi nell’arco di tutta la stagione è diventato fondamentale avere all’interno dello staff tecnico questa figura. Turri, ci racconta il suo percorso e il cammino che ha iniziato con le clivensi.

Eugenio, ci racconti il tuo percorso professionale?

Nel 2014 mi sono laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive e da allora lavoro come libero professionista, ricoprendo diversi ruoli in vari ambiti sportivi. Ho lavorato nelle giovanili del ChievoVerona per 8 anni, e negli ultimi 2 sono stato responsabile del recupero infortuni. Ho fatto il preparatore di varie Prime Squadre in seconda, prima categoria e promozione e nelle ultime 2 stagioni sono stato a Villafranca in serie D. Inoltre lavoro come personal trainer presso la king rock gym ed infine ho aperto dei miei corsi in zona Golosine di ginnastica posturale e back school.

Cosa ti ha convinto ad accettare la proposta del Chievo Fortitudo Women?

La proposta mi ha convinto subito soprattutto per il progetto e l’entusiasmo dimostratomi fin dal primo incontro. Un mondo, quello femminile, con cui sono entrato a contatto solo quest’anno e che mi è sempre interessato. È un modo di lavorare in parte diverso, con una sensibilità e un metodo di comunicazione maggiore. Le ragazze devo dire che mi hanno davvero sorpreso in positivo: ho trovato tantissima passione ed abnegazione nel lavoro: sono da ammirare.

In che stato di forma hai trovato le ragazze al tuo arrivo?

Le ho trovate in forma, infatti bisogna dare merito sia al lavoro fatto in estate sia al nuovo mister Dalla Pozza da quando è arrivato. Io ho solo introdotto un metodo di lavoro diverso per quanto riguarda gli aspetti condizionali e coordinativi, rispetto a quello che erano abituate le ragazze e con il mister stiamo cercando di gestire al meglio i nuovi carichi di lavoro. Anche le ragazze ci stanno dando una mano per continuare a migliorare anche dal punto di vista fisico.

Che idea ti sei fatto, per quel che hai potuto vedere, del campionato di serie B femminile?

Direi che è un campionato competitivo con un buon livello tecnico. Posso comunque giudicare poco avendo visto poche partite ma credo che possiamo crescere molto e che abbiamo una squadra ed un gruppo competitivo.

Calendario alla mano, mancano otto partite alla fine del campionato. Su cosa punterai, per quanto riguarda la preparazione fisica, per chiudere la stagione positivamente?

Si, dobbiamo lavorare e lottare per un unico obiettivo: la salvezza. Proseguiremo con il lavoro impostato in questo periodo in accordo con il mister e lo staff sanitario e comunque impostare un certo tipo di metodo anche in prospettiva dell’anno prossimo.

Caliari: “Contro la Riozzese dovremo essere brave a trovare subito le misure”

Caliari: “Contro la Riozzese dovremo essere brave a trovare subito le misure”

Dopo una domenica di sosta, si ritorna in campo per la terza partita del girone di ritorno. Per l’occasione le gialloblù andranno a Cerro al Lambro (Fraz. Riozzo – Milano) a sfidare una formazione che conoscono bene, la Riozzese di mister Salterio. Le due formazioni infatti si sono già sfidate due volte: il 27 ottobre, terza giornata di campionato, sul campo di Vigasio ha avuto la meglio la Riozzese per 4-3 mentre il 10 novembre nell’esordio di Coppa Italia, sempre a Vigasio, il Cfw si è imposto per 3-2. Una vittoria per parte che, visto i soli tre punti di distanza tra le due (Cfw 17 Riozzese 20), non fa altro che alzare ulteriormente le aspettative di entrambe le compagini. Per le clivensi, la vittoria vorrebbe dire aggancio alle milanesi e quinto posto in classifica. Giulia Caliari, “the wall” dello scacchiere di Dalla Pozza, presenta la sfida e l’aria che tira in casa gialloblù.

Giulia, domenica tornate in campo contro la Riozzese. Le rosanero le conoscete bene (visti i due incontri disputati nei mesi scorsi) ma sono sempre una formazione ostica. Che partita ti aspetti?

Sono davanti di noi in classifica sicuramente perchè hanno fatto meglio. All’andata le abbiamo sottovalutate e ci siamo trovate in difficoltà. In Coppa Italia ci siamo riorganizzate ed è andata bene. Domenica mi auguro che riusciremo a trovare subito le misure per non subire il loro gioco e allo stesso tempo fare il nostro.

Nella partita di andata e in quella di Coppa Italia, in più occasioni, avete subito le loro ripartenze. Come si può limitare questo loro punto di forza?

Sì, nella partita di andata ci hanno castigate ad ogni nostro errore. Da difensore credo che il modo lo si trovi. Marcature preventive e scivolare velocemente prima di loro quando stanno innescando la ripartenza, anticipando le loro iniziative credo possa essere la soluzione migliore.

La partita contro la Lazio ha messo in luce alcune lacune, come ad esempio errori nei fraseggi, disattenzione ecc… Durante questa breve sosta vi siete concentrare su questi aspetti?

La settiamana scorsa, con il nuovo preparatore Turri, abbiamo fatto dei test fisici per vedere a che punto è la nostra preparazione. In questi giorni invece ci siamo concentrati sulla partita di domenica. Per quanto riguarda la partita contro la Lazio lunedì abbiamo rivisto la partita e commentato gli errori.

Nelle ultime cinque partite avete difeso bene, subendo solo sette reti. Da difensore, i quattro gol contro la Lazio ti spaventano?

Con mister Dalla Pozza abbiamo cambiato modo di giocare e di difendere e questi quattro gol possiamo dire che siano stati un’eccezione. Abbiamo commesso errori singoli e non si è trattato di errori tattici e questo non mi preoccupa perchè come reparto stiamo facendo bene.

L’obiettivo, come ci tiene a precisare il presidente Boni, è e rimane la salvezza?

L’obiettivo primario è la salvezza. Guardando la classifica non siamo ancora del tutto tranquille quindi bisogna stare concentrate e continuare a lavorare cercando di trovare la salvezza il prima possibile.

Come valuti, fino ad oggi, la tua stagione?

Sono contenta della mia stagione disputata sino ad oggi. Il mio ruolo sarebbe terzino ma con mister Dalla Pozza sono tornata a giocare al centro. Nonostante questo, sento che con le mie caratteristiche posso dare una mano alla squadra. Sarei ancora più contenta se riuscissimo a dare costanza ai buoni risultati.

 

 

 

 

Marta Magalini: la nostra Primavera corre come il vento!

Marta Magalini: la nostra Primavera corre come il vento!

Microfoni alla Team Manager della Primavera femminile gialloblù, Marta Magalini. Con 14 punti in classifica, quattro vittorie, due pareggi e dieci sconfitte, la squadra di Crestani e Carazzato sta affrontando un percorso difficile, ma di grande prospettiva. Merito di un lavoro costante, caparbio, che se nell’immediatezza non ha regalato subito soddisfazioni, ora comincia a delinearsi in tutta la sua solidità, con risultati sempre migliori.

Marta, facciamo il punto sul campionato…

Un campionato sicuramente in crescendo, caratterizzato da un inizio di sperimentazione e conoscenza reciproca, visti i numerosi innesti e il cambio dello staff tecnico. Con il tempo, la squadra si è amalgamata e ha preso confidenza con la nuova modalità di lavoro, proiettata a un livello sempre più professionistico e in linea con la rivoluzione del campionato nazionale Primavera. L’obbiettivo non è tanto quello di fare punti o arrivare alte in classifica, bensì di imparare a giocare un bel calcio, formare giocatrici “intelligenti”, consapevoli dei ruoli, delle posizioni, capaci di muoversi in sintonia con la squadra e per la squadra, senza rinunciare a mostrare la propria personalità. È un lavoro che richiede tempo e fatica e che non mostra subito risultati, ma che in questo girone di ritorno sta veramente emergendo partita dopo partita. Abbiamo già segnato di più rispetto all’intero girone di andata e subito meno gol, a parità di giornate giocate.

Quale è stata finora la partita più positiva, e perché?

Oltre al derby della scorsa settimana che, nonostante la sconfitta, ha fatto emergere tutto il carattere di questra squadra, battutasi alla pari con una delle favorite del girone, la partita più emblamatica, secondo me, è stata la vittoria 4-3 contro la Riozzese, nostra vicina di banco di classifica. Una vittoria arrivata allo scadere dei minuti di recupero, dopo una gara fisicamente estenuante perché giocata su un campo pesantissimo, Ma la grinta, la testardaggine e lo spirito di sacrificio che caratterizzano le nostre ragazze, sono stati alla fine premianti.

 

Ora che il campionato è in fase avanzata, quali sono gli obiettivi finali per la squadra?

Gli obiettivi rimangano quelli di continuare a migliorare da un punto di vista tattico e mentale di approccio alla gara. Il gruppo ormai è affiatato e ben rodato, si lavora dunque più nel dettaglio, per correggere le sbavature capitate in partita e le situazioni che ci hanno più messe in difficoltà. Ci aspettano ancora partite molto difficili: Juve e Sassuolo sono le prossime in lista, ma l’approccio sarà sempre, e qui prendo in prestito il mantra di mister Crestani, quello di “dare battaglia” .

 

Come racconteresti l’identità della nostra Primavera?

Abbiamo una squadra di giocatrici molto rapide, più che fisiche. Sfruttiamo questa velocità sia in fase difensiva, con un pressing molto alto e incalzante che spezza il gioco avversario, sia in fase offensiva, dove spesso abbiamo realizzato in situazione di contropiede o dopo lunghe cavalcate sulle fasce laterali. È una squadra che corre tanto e spende tanto, ma ha la fortuna di avere un ottimo turn over, che garantisce un costante livello in campo. Anzi, in varie occasioni sono stati proprio i cambi a svoltare le sorti di alcune partite.

Faccioli: “Domenica capiremo se possiamo competere con le prime della classe”

Faccioli: “Domenica capiremo se possiamo competere con le prime della classe”

Il momento della verità. Si può definite così la sfida che vedrà, domenica alle 14.30 a Vigasio, le gialloblù opporsi alla terza forza del campionato, la Lazio. La vittoria di Perugia ha confermato che la strada è quella giusta. Ora, con la sfida a una delle formazioni più quotate del campionato, si potrà vedere se il Cfw potrà viaggiare e rimanere nei piani alti della classifica oppure no. Lisa Faccioli, esperto difensore classe ’92, ci accompagna alla sfida di domenica.

Lisa, domenica a Perugia sono arrivati i tanto sospirati tre punti in trasferta. Questa vittoria può avervi dato la consapevolezza che il periodo difficile è alle spalle?

Aver portato a casa i tre punti in trasferta è stato importante. Serviva continuare a proseguire la striscia positiva e ci siamo riuscite. Crisi superata? Diciamo che ad inizio campionato non eravamo consapevoli del nostro valore. Adesso invece abbiamo capito che siamo una squadra con tante qualità che comincia a stare dove gli compete.

Domenica arriverà la Lazio. Si può dire che è il primo vero test importante dall’arrivo di mister Dalla Pozza?

Domenica si vedrà a che punto siamo e se possiamo competere con le prime della classe. La partita la stiamo preparando e vogliamo capire il nostro valore. All’andata abbiamo perso ma abbiamo giocato una delle più belle partite della stagione. E’ stata una partita molto combattuta e se finiva in pareggio non ci sarebbe stato niente da dire perchè abbiamo ben figurato.

Con l’arrivo di mister Dalla Pozza avete invertito la rotta: in quattro partite avete portato a casa tre vittorie e un pareggio mettendo in fila solo risultati positivi. A cosa è dovuto questo cambio di trend?

Mister Dalla Pozza ci chiede di giocare in modo diverso. Scendiamo in campo più aggressive cercando di non far giocare l’avversario per poi arrivare alla conclusione nel miglior modo possibile. Questo ci ha aiutato ma sicuramente da cosa nasce cosa: infatti dopo la prima e la seconda vittoria il morale si è alzato e abbiamo acquisito consapevolezza e sicurezza, due componenti che ci sono mancate a inizio di stagione.

Come valuti questa tua prima parte di stagione?

I primi mesi sono stati difficili a causa di un infortunio. Ad inizio stagione non sono riuscita a esprimere il mio miglior gioco mentre ora penso di essere in un buon stato di forma che mi permette di fare bene alla domenica. La società ci teneva ad avermi e spero di ripagare la fiducia.

L’obiettivo stagionale, ora che siete fuori dalla zona calda, rimane la salvezza?

L’obiettivo che ci deve essere ora, partita dopo partita, è quello di allontanarci il più possibile dalla zona play-out senza dimenticare di voler migliorare a ogni allenamento. Sappiamo che la squadra è stata costruita per stare in alto e non per giocarsi la salvezza e questo ci deve spingere a puntare in alto, ogni domenica.