Alice Martani, la regina delle punte del girone C

È stata una delle trascinatrici della stagione e il faro dell’attacco gialloblù. Un secondo posto ottenuto anche grazie alle sue reti, tante e spesso pesanti. Ha raddoppiato i gol della passata annata ma vuole migliorare ancora. Alice Martani, la 9 gialloblù.

Un attaccante, oltre che per le soddisfazioni di squadra, vive anche per il gol: quanto pesa per lei essere la miglior attaccante del girone e una delle migliori della serie B?

«Segnare per un attaccante è la cosa più bella, ma non sempre è facile buttare dentro il pallone. Quando si riesce a fare gol si è travolti da un’emozione indescrivibile e quest’anno ho avuto la fortuna di vivere quest’emozione ben 26 volte. Un traguardo che sinceramente non mi aspettavo di raggiungere. Vincere la classifica marcatori mi ha reso molto felice, anche perché è la prima volta che succede e devo dire che è bellissimo. Mi sono sentita ripagata di tutti i sacrifici e di tutti gli sforzi fatti fino ad ora. Sicuramente ha avuto molto peso per me, anche perché la gente si aspetta sempre di più, quindi esserci riuscita è una cosa che mi porterò dietro sempre».

Vi è stato un momento in cui ha pensato di poter davvero vincere la classifica marcatori?

«Inizialmente non mi ero posta la questione; sono partita pensando a far bene e a raggiungere il terzo posto. Nelle prime partite il distacco tra me e le mie avversarie, per quanto riguarda il numero di gol, era abbastanza ampio. Certe giocatrici erano già in doppia cifra, ma vedevo che più passavano le partite e più mi avvicinavo a loro. Quando sono arrivata a tre o quattro gol da loro mi sono detta che avrei potuto farcela, e così è stato».

Qual è stato il suo gol più bello di questa stagione?

«Il gol più bello è stato sicuramente il pallonetto al portiere del Clarentia Trento, nella partita di andata. Su lancio di Peretti ho visto il portiere un po’ fuori dai pali e l’ho sorpreso dalla distanza con un pallonetto che è finito sotto la traversa. Devo dire che anche il gol contro il Bologna, al ritorno, mi è piaciuto molto».

Il merito va anche alle assist woman in squadra con lei. Un’intesa perfetta.

«Il merito va anche alla mia squadra, senza di loro non sarei riuscita a raggiungere questa cifra. Ne approfitto per ringraziare tutte di cuore. Il feeling con Martina e Rachele è cresciuto dopo ogni partita e dopo ogni allenamento. Mi ricordo che a inizio stagione il mister ci metteva sempre insieme, in ogni esercizio e in ogni partitella di allenamento, e il risultato si è visto (ride, ndr). Penso che questa sia stata la chiave per imparare a conoscerci e a capirci, in campo e fuori».

A inizio stagione aveva detto che il suo obbiettivo era migliorare i 12 gol della stagione precedente. Ora qual è il nuovo?

«Se l’obbiettivo dell’anno scorso era quello di migliorare, quello dell’anno prossimo non cambia. Voglio migliorare ancora e anche se so che superare i 26 gol di questo campionato sarà molto difficile, io ce la metterò tutta».

Delle possibili vincitrici della classifica cannonieri, qual è stata secondo lei la rivale più pericolosa?

«Le rivali più pericolose sono state le tre con cui mi sono giocata la vittoria fino all’ultimo: Yeboaa, Perobello e Piai. Non mi sento di dirne una sola, perché sono tutte molto forti. Ce la siamo giocata fino alla fine e abbiamo terminato la stagione molto vicine per quanto riguarda il numero di reti. Colgo l’occasione per fare sinceri complimenti per la stagione appena conclusa e auguro a tutte loro il meglio per il futuro».

Tripletta all’ultima partita, pallone firmato da tutti e secondo posto ottenuto all’ultima giornata. Un finale perfetto?

«Un finale quasi perfetto. Sono perfezionista quando si parla di calcio. La perfezione sarebbe stata il raggiungimento del primo posto, ma devo dire che in ogni caso abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso e ognuna di noi si porterà dentro questo ricordo per sempre. Sono molto orgogliosa della mia squadra e di tutto ciò che insieme siamo riuscite a fare. Voglio concludere ringraziando tutte le persone che hanno sempre creduto in me e che mi hanno sostenuta e aiutata».

Riccardo Cannavaro
Foto: Graziano Zanetti Photographer
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